Nel lungo periodo Monte Cucco può diventare il punto nel quale il Trullo incontra in modo più chiaro la Valle dei Casali. La collina libera, il patrimonio storico e il sistema dei percorsi non devono essere trattati come un vuoto fra quartieri, ma come una struttura capace di mettere in relazione borgata, Portuense e paesaggi aperti.

Nel 2050 alberature mature, percorsi consolidati e patrimonio restaurato potrebbero fare di Monte Cucco una grande infrastruttura ambientale della città occidentale. La durata dipenderà dal rapporto fra fruizione, tutela e gestione. Torre Righetti e Villa Baccelli possono diventare riferimenti riconoscibili dentro un paesaggio aperto, mentre l’agricoltura urbana può aggiungere una presenza quotidiana capace di mantenere abitata e sorvegliata una parte della collina.

La funzione generazionale del verde non consiste nell’aggiungere attrezzature ovunque. Consiste nel mantenere accessibili i luoghi compatibili con la fruizione, proteggere quelli più fragili e costruire continuità pedonali che permettano alle colline di partecipare alla vita urbana senza perdere la propria forma.

Monte delle Capre e Parrocchietta: collegare le colline senza uniformarle

Nel 2050 Monte delle Capre e Parrocchietta potranno essere unite da una rete più accessibile di verde, fermate, marciapiedi e servizi senza perdere la propria forma. Monte delle Capre richiede interventi distribuiti su un territorio ampio; Parrocchietta dipende soprattutto dalla continuità dei collegamenti con i quartieri circostanti.

Il futuro comune sta nella manutenzione ordinaria trasformata in progetto di lungo periodo: percorsi affidabili, spazi verdi curati e servizi raggiungibili possono ridurre la distanza prodotta dai pendii. La cerniera non nasce quindi da una nuova centralità unica, ma dalla possibilità di attraversare con maggiore continuità un sistema collinare oggi frammentato.

Castellaccio e Tor di Valle: la relazione meridionale con l’Eur

Il Settore Eur mette in relazione una centralità metropolitana consolidata con due margini molto diversi. L’Eur concentra uffici, cultura, sport, grandi assi e trasporto pubblico; Castellaccio rappresenta invece una parte più recente della città, dove il Parco Eur-Castellaccio ha già introdotto verde pubblico, percorsi pedonali, fitness, gioco e sport in un tessuto cresciuto rapidamente.

Nell’Orizzonte 2030 il rapporto fra Eur e Castellaccio dipenderà soprattutto dalla continuità dei percorsi. Strade di grande sezione e funzioni specializzate possono rendere vicini in automobile luoghi difficili da raggiungere a piedi. Verde, fermate, attraversamenti e connessioni ciclabili devono quindi trasformare una prossimità geografica in accessibilità quotidiana.

Tor di Valle porta il Settore sul Tevere. La nuova geografia la riconosce come zona funzionale autonoma e la pianificazione fluviale la inserisce fra i luoghi nei quali mobilità lenta, parchi e grandi infrastrutture possono incontrarsi. Il futuro dovrà essere letto con prudenza, distinguendo progetti effettivamente finanziati e realizzati dalle molte ipotesi che hanno attraversato l’area.

Dal Trullo all’Eur: identità locale e connessioni di lungo periodo

Nel 2050 il ricambio generazionale potrà modificare popolazione e bisogni senza cancellare la forma della borgata. Il carattere pubblico di una parte consistente dell’abitare e la rete minuta degli spazi comuni possono sostenere nuove famiglie e nuovi usi. Il Trullo futuro conserva la propria identità quando la manutenzione rende ancora abitabili e riconoscibili i luoghi che l’hanno costruita.

Nell’Orizzonte 2050 viale Ventimiglia potrà essere un asse civico consolidato se lo spazio liberato dalle infrastrutture resterà curato e frequentato. La memoria dei tralicci entrerà nella storia del luogo; il risultato territoriale dipenderà dalla capacità di trasformare una modifica della rete tecnica in qualità quotidiana della borgata.

Nell’Orizzonte 2050 Eur, Castellaccio e Tor di Valle potranno formare una sequenza più continua fra città direzionale, quartieri recenti e fiume. La qualità del Settore dipenderà meno da una nuova grande opera che dalla capacità di collegare centralità esistenti, verde e rive attraverso reti affidabili. In questa prospettiva il fiume non sarà un retro dell’Eur, ma una possibile estremità pubblica della sua rete di spazi aperti.

La forma della borgata e la trasformazione di viale Ventimiglia costituiscono l’estremità interna di questa relazione; Castellaccio, Tor di Valle e il Tevere ne costituiscono l’apertura metropolitana. Nel lungo periodo il Trullo può restare riconoscibile proprio mentre aumenta la propria capacità di raggiungere centralità esterne senza dipendere esclusivamente dall’automobile.

La cerniera verso l’Eur non richiede che colline, borgata e città direzionale diventino un unico tessuto. Richiede una sequenza più continua di trasporto pubblico, percorsi, verde e spazi civici, capace di trasformare distanze geograficamente brevi in relazioni quotidiane.

Anche il versante Eur è stato più volte pensato come estremità di connessioni trasversali. Nel progetto della Linea D 2005-2012 Eur-Magliana era una stazione di corrispondenza con la Linea B e la Roma-Lido; la Funivia del 2007 prevedeva la stazione motrice sopra i binari di Eur Magliana. La D2 storica collocava invece una fermata al Trullo lungo il ramo Fermi-Portuense-Corviale. In tutti questi casi il problema locale non era soltanto raggiungere l’Eur, ma superare dislivelli, fiume e grandi infrastrutture con collegamenti riconoscibili dalla borgata.


(articolo aggiornato il 7 Settembre 2026)