Oggi esploro a piedi Campo Marzio, un rione unico di Roma, dove la storia dialoga continuamente con il presente.
In pochi passi posso viaggiare attraverso duemila anni, passando dalla Roma imperiale a quella contemporanea, dall’arte barocca al cinema degli anni ‘60. Un itinerario breve (1,3 km) ma densissimo, per scoprire la complessità di una città stratificata e viva.
❶ Comincio da Piazza del Popolo, luogo simbolico di ingresso al rione venendo da nord.
Entro nella Basilica di Santa Maria del Popolo, costruita sul luogo dove si trovava un albero di noce maledetto, legato alla memoria di Nerone. La basilica risale al 1099 per volere di Papa Pasquale II. All’interno, rimango subito colpito dalla potenza artistica della cappella Cerasi, con due capolavori di Caravaggio – la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo – opere che sembrano quasi animate per il loro realismo intenso. Non meno sorprendente è la cappella Chigi, iniziata da Raffaello nel 1513 e terminata da Bernini nel XVII secolo, perfetta sintesi tra Rinascimento e Barocco. La basilica è aperta regolarmente (lun-sab 7:30-12:30, 16-19, la domenica fino alle 19:30. Offerta gradita 2 € circa.
❷ Uscendo dalla piazza, percorro brevemente via del Babuino per poi entrare in Via Margutta, una strada dall’atmosfera intima e bohemienne.
Qui il ritmo cittadino si rallenta tra mura ricoperte di edera, gallerie d’arte e botteghe antiquarie. È una via pedonale, storicamente legata agli artisti: inizialmente frequentata da artigiani, divenne poi un riferimento per pittori del Settecento e, successivamente, un punto di ritrovo per artisti e cineasti, tra cui Fellini e Giulietta Masina che vi abitarono al civico 110. Via Margutta è diventata celebre grazie al film “Vacanze Romane” e mantiene ancora oggi il suo spirito creativo, simbolizzato dalla famosa mostra open-air dei “Cento Pittori” (due volte l’anno). Le gallerie seguono per lo più l’orario 11-19; alcuni atelier gradiscono la consumazione di un caffè.
❸ Proseguo verso il lungotevere in Augusta, arrivando al Museo dell’Ara Pacis, custodito in una struttura moderna progettata da Richard Meier, inaugurata nel 2006.
La “teca” di vetro e acciaio crea un forte contrasto con l’antico altare augusteo al suo interno, un’opera voluta dal Senato nel 13 a.C. per celebrare la pace conquistata da Augusto. I rilievi raffigurano processioni solenni, figure mitologiche e simboliche, come la dea Tellus (la Madre Terra), e sono straordinari per il loro dettaglio e realismo. Questo monumento, recuperato e ricostruito nel XX secolo, è oggi un luogo chiave per comprendere l’ideologia imperiale augustea. L’Ara Pacis chiude solo il 1° maggio e il 25 dicembre: gli altri giorni apre 9:30-19:30 (ultimo ingresso 18 :30), Ticket €14.
❹ Attraversando via di Ripetta, giungo infine davanti al Mausoleo di Augusto, oggi imponente rudere circolare che testimonia la grandezza dell’antica Roma.
Commissionato da Augusto nel 28 a.C., era uno dei sepolcri più grandi del mondo antico con un diametro di 87 metri e un’altezza originaria di circa 40 metri. Qui erano custodite le ceneri della famiglia imperiale, da Augusto a Livia, passando per Tiberio. Attualmente è al centro di un grande progetto di restauro previsto per il 2026, che trasformerà il mausoleo in un parco archeologico e museo, restituendogli nuova vita. L’interno del mausoleo sarà chiuso per restauri fino al 2026, ma la visita degli esterni merita comunque.
In pochi passi ho attraversato epoche diverse, dall’arte di Caravaggio e Raffaello all’atmosfera cinematografica di via Margutta, dal monumento augusteo dell’Ara Pacis al grande mausoleo. Campo Marzio racchiude una densità storica straordinaria, dove il passato riemerge continuamente per dialogare col presente.
Metro B: Flaminio per andare, Spagna per tornare. Itinerario fattibile in qualsiasi giorno. Tieni d’occhio sul web quando c’è “Cento Pittori” a via Margutta. Budget: ≈€19.


