Sully

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Il botteghino settimanale Comingsoon-Cinetel ci riserva qualche sorpresa: Sully, film drammatico con Tom Hanks per la regia di Clint Eastwood, vola al 1° posto scalzando dalla Top 10 gli Animali fantastici (2°); al 3° balza il cinepanettone Un Natale al Sud, mentre arretra al 4° la Cena di Natale con Scamarcio e Chiatti.

Proprio di Sully vi vogliamo parlare oggi: lo trovate in programmazione al The Space Parco de’ Medici (verifica orari/biglietti), all’UCI Cinemas Parco Leonardo (orari/biglietti), all’Ambassade, Eurcine, Greenwich, InTrastevere, Madison, Sturdust Village e altri.

Il 15 gennaio 2009 il mondo assiste al “Miracolo sull’Hudson”, quando il capitano Chesley “Sully” Sullenberger effettua un atterraggio di emergenza col suo aereo nelle acque gelide del fiume Hudson, salvando la vita a tutti i 155 passeggeri presenti a bordo. Tuttavia, anche se Sully viene elogiato dall’opinione pubblica e dai media, che considerano la sua un’impresa eroica senza precedenti, le autorità avviano delle indagini che minacciano di distruggere la sua reputazione e la sua carriera. La commissione d’inchiesta punta infatti la propria attenzione sul possibile errore umano del pilota. La domanda è: poteva tornare al La Guardia o al Newark nel New Jersey e atterrare lì invece di ammarare nell’Hudson?

Eastwood, come nel precedente American Sniper, ci racconta la storia di un americano che ama il suo lavoro, i valori della nostra democrazia e lo fa al meglio. Ci narra come un evento del genere può cambiare il destino di 155 passeggeri e dell’equipaggio dell’aereo. Racconta come il funzionamento professionale di un team, l’equipaggio, il secondo pilota e naturalmente la bravura di un comandate pilota è determinante in un episodio come questo.

Quando il comandante dice dalla radio interna “Prepararsi all’impatto” le hostess iniziano un mantra fondamentale per vincere le paure dei passeggeri: “Prepararsi all’impatto, giù la testa… prepararsi all’impatto, giù la testa…”. Poi i passeggeri scenderanno lentamente dall’aereo e il Comandante sarà l’ultimo ad abbandonarlo insieme al suo secondo e all’equipaggio. Un film che mette in risalto la responsabilità che tanti uomini e donne quotidianamente si assumono come prima regola nella vita.

La regia è essenziale e il suo centro ci parla delle emozioni post-incidente di quest’uomo, che, dopo 40 anni di volo, rischia di perdere tutto per decisioni che ha dovuto prendere in 208 secondi, il tempo dal decollo all’ammaraggio. Così a volte i dubbi affiorano nella sua mente nonostante le persone comuni che incontra lo trattino tutti come un eroe e il grande sostegno del sindacato vicino ai due piloti, da subito dopo l’incidente.

È un’America e un Occidente efficiente e buono, quello di questa storia: in 24 minuti i 155 passeggeri vengono messi in salvo e tutti gli apparati di sicurezza funzionano come dovrebbero: però in questo caso non è finzione, è storia vera, la faccia che ci piace della nostra società. Ed è giusto raccontare anche questa, perché quando è realtà, non è retorica ma verità. Un film che vi consigliamo di vedere.

(film di Clint Eastwood con Tom Hanks, Aaron Eckhart. Biografico 95 min. USA 2016).

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