Preceduto da positive recensioni, arriva a Roma “Masculu e Fìammina” (Maschio e femmina) di Saverio La Ruina: un dialogo con la propria madre che non c’è più, colmo di poesia e dolcezze affettive.

La Ruina sceglie un cimitero, un mazzo di fiori e una tomba materna per confessare la propria omosessualità allo spettro della donna che lo ha generato. Prende così avvio un flusso dilagante e ininterrotto di parole e coscienza, di tenerezza e di verità nascoste, in scena all’India dal 31 gennaio al 5 febbraio.

Una confessione alla madre, avvolta in un delicato e musicale dialetto calabrese, che si colora di leggerezze e ironia, ma che si impregna di frammenti dolorosi di vita passata, di ricordi indelebili, di piccoli grandi dispiaceri e momenti di svolta analizzati a posteriori fino ad attribuirle nuovi sorprendenti significati. Ascoltare la lingua di Saverio La Ruina è un’irresistibile esperienza sensoriale, un progressivo disvelarsi di figure poetiche e di immagini indimenticabili che si dipanano attraverso una struggente neolingua del ricordo: «l’idea di base è che un uomo semplice parli con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, “o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu”, l’esistenza intima che viveva e che vive. – afferma il regista e interprete – Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo “Statti attìantu”. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza.”

Il testo, presentato per la prima volta sotto forma di reading nel settembre 2015 nell’ambito del Festival Garofano Verde diretto da Rodolfo di Giammarco, è un toccante viaggio nei meandri dell’anima e della verità, tra ricordi, momenti belli, destini non facili e rotture drammatiche. Affiorano nel figlio memorie e coscienze di istanti anche piacevoli, a ripensare certi rapporti con uomini in grado di dare felicità e un benessere che però invariabilmente si rivela effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni e sofferenze. In un meridione con la neve, tra le tombe, finalmente con la sensazione d’essere liberi di dire, si compone un sincero, coraggioso, ironico e commovente, scambio di idee tra un figlio e una madre, e si lasciano andare i dolori, le piccole gioie, i silenzi, le paure, le violenze, la ricerca di un amore vero, il desiderio di essere accettati.

 

Dal 31 gennaio al 5 febbraio al Teatro India

MASCULU E FìAMMINA

di e con Saverio La Ruina

musiche originali Gianfranco De Franco

collaborazione alla regia Cecilia Foti

scene Cristina Ipsaro e Riccardo De Leo

disegno luci Dario De Luca e Mario Giordano

audio e luci Mario Giordano

organizzazione Settimio Pisano

Produzione Scena Verticale

SOURCETeatro di Roma
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Teatro. Teatro. E ancora Teatro. Vivrei di solo teatro.