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Gente di Marconi

 

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Il c.s.a. Marconi è il primo, e più antico, dei due centri anziani del quartiere Marconi. Si trova in via dei Papareschi al civico 28/B. Apprendiamo alcuni frammenti della «vita» di questa struttura attraverso gli atti del Parlamentino municipale, che nella seduta del 14 gennaio 2016, prima delibera dell’anno, prende atto delle dimissioni della presidente, avvenute nel 2015. Il vicepresidente aveva assunto allora temporaneamente le funzioni e il Consiglio municipale convocò le nuove elezioni per il 28 febbraio 2016. Poiché le elezioni sono soggette a ratifica da parte del Consiglio dovremmo a breve poterne riferire l’esito attraverso gli atti consiliari.

Il c.s.a. Cardano è il secondo (e più recente) centro anziani del quartiere Marconi. Si trova in via G. Cardano, 122, al piano terra dello stabile della Biblioteca.

 

Abitare a Marconi

 

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Marconi in nera

 

Tra il 2009 e il 2010 numerosi attacchi incendiari a esercizi commerciali e risse estive davanti a locali notturni suscitano forte allarme sociale nel quartiere Marconi. Non si tratta certamente della prima volta – perché fatti del genere erano già accaduti in passato –, eppure i giornali di quel periodo al doveroso racconto dei fatti affiancano anche le testimonianze dei residenti, che per la prima raccontano di un quartiere incattivito e insicuro. Sulla scia di quegli accadimenti l’allora segretaria del PD Marconi, Carla Boto, scrive una lettera aperta al quartiere[1]:

 

Basti pensare alle risse scatenate su via Oderisi da Gubbio nel giugno 2009 e nei primi giorni di ottobre 2010: risse scatenate per futili motivi. O alla rissa mortale avvenuta ad agosto 2010 in via Grimaldi. Inoltre Marconi vede e pensa con preoccupazione a strani fenomeni di autocombustione avvenuti nel 2010 in esercizi commerciali, o all’aggressione subita da alcuni commercianti bengalesi in via Bagnera a inizio ottobre. Roma e i Romani meritano di vedere interrotta questa spirale di piccole, misere, quotidiane violenze. Una spirale che si nutre del virus della diffidenza, della indifferenza, della paura del diverso, della protervia e del senso di impunità che ormai dilaga. La città è incattivita, in preda a pulsioni egoistiche che mai avevano avuto cittadinanza nella Capitale, e appare più insicura e intollerante. I segnali che esistono germi di resistenza ci sono, debbono essere valorizzati.

 

Questi fenomeni presentano in effetti caratteri nuovi rispetto al passato: la ripetizione seriale, la diffusa percezione di impotenza della cittadinanza, il timore di una regia più ampia e organizzata rispetto al passato: una criminalità di nuova generazione insomma, spavalda, che non ha bisogno di rendersi invisibile agli occhi dei cittadini comuni.

Ad un decennio di distanza molte di queste forme organizzate sono state riconosciute e studiate, e talvolta vi sono state efficaci forme di contrasto. Nel gennaio 2018 ad esempio una brillante operazione della Squadra mobile della Polizia di Stato, condotta simultaneamente in più città italiane, ha portato all’arresto dei vertici della mafia cinese in Italia. Grande stupore ha destato la scoperta che il capo dell’organizzazione, conosciuto con lo pseudonimo di «Uomo Nero», viveva indisturbato in viale Marconi.

L’organizzazione, ramificata in tutta Italia, gestiva attività un tempo appannaggio esclusivo delle mafie autoctone: traffico di droga, prestiti usurari, racket, prostituzione e gioco d’azzardo. I proventi illeciti venivano ripuliti acquistando in tutta Italia aziende che operavano nell’economia legale, e i precedenti proprietari erano spesso obbligati a cederle dopo intimidazioni e violenze.

Per quanto riguarda le organizzazioni del narcotraffico, non disponiamo di informazioni altrettanto chiare. Possiamo ricavare qualche notizia indiretta sullo smercio di stupefacenti a Marconi dalle notizie di stampa successive all’arresto dei vari pusher, cioè i piccoli spacciatori locali. Le cronache di ottobre 2017 riportano di un giovane del quartiere[2] fermato dai Carabinieri al bar, con appresso alcune dosi già confezionate e pronte per la vendita. La sostanza stupefacente era hashish.

Altro fenomeno allarmante è quello della baby gang. Sfogliando i giornali del marzo 2018 troviamo il racconto della notte brava[3] di una piccola comitiva di ragazzini, trascorsa a razziare automobili in sosta su via Ricci Curbastro. Dopo aver infranto i finestrini delle auto, i giovanissimi si erano impadroniti degli oggetti e dei documenti, fintantoché il Nucleo radiomobile dei Carabinieri non li ha arrestati e consegnati al centro di prima accoglienza.

Un episodio recente ha avuto per protagonista un minorenne a bordo di uno scooter rubato[4]. Quando in piazza della Radio i Carabinieri gli hanno intimato l’alt, il ragazzino si è lanciato in una folle fuga su viale Marconi e poi via della Magliana. Dopo una serie di manovre spericolate il giovane ha terminato la sua corsa andando a schiantarsi contro un suv, cercando poi di fuggire a piedi. Per fortuna il ragazzino non si è fatto molto male.

Ad una giovane donna è capitata una disavventura sui social[5]. Dopo un mese di corteggiamenti serrati da parte di uno sconosciuto spasimante, la ragazza ha accettato l’incontro al buio. Le è bastato poco per capire che lo sconosciuto non faceva al caso suo, ma lo sconosciuto le ha comunque sottratto il telefono cellulare chiedendole 300 euro di riscatto. All’appuntamento convenuto per la consegna del denaro si sono presentati gli agenti in borghese del Commissariato San Paolo.

Le cronache ci consegnano molti altri episodi di criminalità minuta. Nel luglio 2017 è stata arrestata una ladra di cosmetici[6] in un grande magazzino di viale Marconi. L’episodio in sé non meriterebbe grande attenzione, ma è risultato che la ladra, sprovvista di documenti, era stata già arrestata pochi giorni prima: invece di essere condotta in prigione era stata semplicemente colpita da un ordine di allontanamento da Roma; in pratica era libera di colpire di nuovo.

Molto diffusa sulle strade di Marconi è la truffa dello specchietto. La dinamica, che presenta fantasiose varianti, è più o meno questa: un malvivente alla guida di un’auto urta di proposito un altro automezzo, e a quel punto il malvivente, mostrando minaccioso uno specchietto rotto, esige un risarcimento in contanti. Un caso del genere è avvenuto in piazza della Radio, vittima un 87enne che ha pagato 200 euro. L’episodio è balzato agli onori delle cronache[7] perché un ciclista di passaggio, con tanto fiato e buone gambe, si è lanciato all’inseguimento del malfattore motorizzato.

Un posto a parte in questa rassegna di fattacci di Marconi occupano i suicidi. Il male di vivere talvolta porta a gettarsi nel vuoto, in un ultimo volo dal balcone di casa, rendendo così drammaticamente pubblico un dolore invisibile vissuto in solitudine. Un caso recente si è verificato nel luglio 2017, quando un 84enne si è lanciato[8] dal settimo piano. L’anziano non ha lasciato biglietti di addio. Forse per questo sulla povera salma è stata disposta l’autopsia, senza escludere altre ipotesi investigative.

L’ultimo compagno per il congedo dal mondo è spesso il fiume Tevere, e il luogo prescelto è spesso Ponte Guglielmo Marconi. Le cronache recenti[9] hanno raccontato di un uomo lanciatosi dal ponte in una fredda notte di gennaio 2018, lasciando vicino alla balaustra giubbotto e chiavi. L’episodio è stato molto seguito dai giornali, per via del grande dispiegamento di uomini e mezzi seguito alla sua sparizione. Gli uomini del Servizio speleo-alpino-fluviale e i sommozzatori sono stati a lungo impegnati nelle ricerche. Casi simili sono stati riportati dalle cronache recenti anche nel luglio e nell’agosto 2017.

Vale la pena concludere dicendo che non tutti i propositi si concludono in una tragedia. Nell’ottobre 2017 c’è stato il salvataggio di una 41enne[10]. La donna, in stato di agitazione, sembrava intenzionata a lanciarsi da Ponte Marconi. Nei paraggi passavano alcuni poliziotti della Squadra cinofili, che sono riusciti a bloccarla in tempo.

 

La fede a Marconi

 

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Nel 2002 subentra nell’amministrazione parrocchiale del Divin Lavoratore il nuovo parroco Don Riccardo Lamba, originario del Venezuela.

Don Riccardo è parroco ancora oggi, affiancato dai viceparroci Don Alberto Donai (dal 2012), Don Filippo Martoriello (2012) e Don Angelo Pagano (1995), e dal cooperatore Don Juste-Marcellin Kpeou Kolengue (2013). Alla parrocchia, col titolo di presbiteriale del Gesù Divin Lavoratore, è associato il Cardinal Christoph Schönborn.

Date le ridotte dimensioni del territorio la parrocchia non ha chiese annesse o sedi sussidiarie.

Del complesso parrocchiale fanno parte anche la Casa delle Missionarie della dottrina cristiana (sede di comunità e istituto religioso femminile), l’Istituto Angiola Maria Migliavacca (scuola materna, gestita dalle Missionarie della dottrina cristiana) e la Polisportiva.

Alla parrocchia fanno capo due enti situati nel territorio: la sede della Croce Rossa Italiana di via Luigi Pierantoni, 5 (Ordinariato militare d’Italia), e Casa Vittoria di Via Portuense, 220 (casa di riposo e luogo di cura in cui operano le Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret). Un terzo ente, l’Istituto Sant’Anna Falletti di Barolo (scuola materna, elementare, media inferiore e media superiore sperimentale) è associato alla parrocchia ma si trova al di fuori del territorio municipale, in viale Marconi, 70. La parrocchia del Gesù Divin Lavoratore collabora inoltre nell’insegnamento della religione cattolica nell’Istituto superiore di via dei Papareschi.

Con il concistoro del 26 novembre 1994 Papa Giovanni Paolo II ha elevato la parrocchia dei Santi Aquila e Priscilla a sede cardinalizia, nominandone titolare l’arcivescovo di San Cristóbal de la Habana (Cuba), Sua Eminenza Cardinal Jaime Lucas Ortega y Alamino.

Nel 2004 intanto subentra il nuovo parroco, Don Antonio Raimondo Fois. Don Antonio è anche il parroco attuale: è assistito dai vicari parrocchiali Don Francesco Del Moro (dal 2008) e da Monsignor Angelo Pio Loco (1985), e dal collaboratore parrocchiale Don John Meilak (2013). La sede presbiteriale è ricoperta ancora oggi dal Cardinal Jaime Lucas Ortega y Alamino.

In ragione del suo territorio parrocchiale estremamente piccolo, la chiesa dei Santi Aquila e Priscilla non ha chiese annesse né luoghi sussidiari di culto, e non vi sono altri enti ecclesiali operanti sul territorio: altra particolarità della chiesa, insomma, è che non presenta una rete parrocchiale. L’originaria cappella di via Lo Surdo è stata ceduta. La parrocchia collabora nell’insegnamento della religione cattolica nel vicino Liceo scientifico Keplero.

 

[1] Boto, C., Il fallimento della retorica sulla questione sicurezza, in Ponte di ferro, 17 ottobre 2010.

[2] Al bar con dosi di hashish pronte per lo spaccio: 22enne nei guai, in Roma Today, 26 ottobre 2017.

[3] Baby ladri scatenati: in pochi minuti rompono finestrini di tre auto e le ripuliscono, in Roma Today, 28 marzo 2018.

[4] Roma, con lo scooter forza alt carabinieri, 15enne inseguito e fermato, su Repubblica, 19 marzo 2018.

[5] Cognome, N., Conosce ragazza sui social, le ruba il cellulare e chiede soldi per restituirlo: arrestato, ne Il Messaggero, 12 febbraio 2018.

[6] Ruba bigiotteria in un grande magazzino, era stata arrestata qualche giorno prima, in Roma Today, 3 luglio 2017.

[7] Rapina anziano dopo truffa dello specchietto ma viene inseguito da ciclista, arrestato, in Roma Today, 19 luglio 2017.

[8] Cifelli, M., Marconi: uomo trovato morto in strada dopo volo dal settimo piano, in Roma Today, 25 luglio 2017.

[9] Si getta nel Tevere da ponte Marconi: vigili e sommozzatori al lavoro da ore, ne Il Messaggero, 27 gennaio 2018.

[10] Tenta di gettarsi da ponte Marconi: 41enne salvata dai poliziotti, in Roma Today, 21 ottobre 2017.