Il Trul­lo è la quar­ta del­le set­te zone urba­ni­sti­che del Muni­ci­pio XI, popo­la­ta da cir­ca 28 mila abi­tan­ti. Pren­de il nome dal Trul­lo dei Mas­si­mi, un sepol­cro roma­no a tumu­lo dive­nu­to chie­set­ta nel Medioe­vo, uni­co pun­to di rife­ri­men­to in una cam­pa­gna allo­ra acqui­tri­no­sa e insa­lu­bre. Nel Set­te­cen­to ini­zia il ripo­po­la­men­to agra­rio, al segui­to del­le Vigne por­tuen­si degli Jaco­bi­ni, Gioac­chi­ni, Neri e Con­sor­ti. Nel 1940 ini­zia l’edificazione moder­na, intor­no al nucleo fasci­sta del­la Bor­ga­ta Costan­zo Cia­no, cui seguo­no nel Dopo­guer­ra edi­fi­ca­zio­ni abu­si­ve non pia­ni­fi­ca­te. Oggi il com­pren­so­rio del Trul­lo si com­po­ne di un abi­ta­to con­ti­nuo fra Mon­te del­le Capre e Mon­te Cuc­co, affian­ca­to dall’abitato resi­den­zia­le del­le Vigne e da un set­to­re di riser­va natu­ra­le tra la Col­li­na di Mon­te Cuc­co e la Pia­na di Affo­ga­la­si­no. Nel 2009 il Trul­lo ha fat­to da set al film «Cosmo­nau­ta».

 

 

  1. — Nome, con­fi­ni, defi­ni­zio­ni

 

Il Trul­lo pren­de il nome da un mar­ca­to­re, cioè da un sin­go­lo pun­to geo­gra­fi­co che col tem­po ha fini­to per dare il nome anche al suo cir­con­da­rio.

Si trat­ta del Trul­lo dei Mas­si­mi, un anti­co sepol­cro a for­ma di tumu­lo visi­bi­le anco­ra oggi, carat­te­riz­za­to dal­la pian­ta cir­co­la­re e dal­la cupo­la coni­ca, simi­le ai trul­li puglie­si. Il sepol­cro risa­le al I sec. a.C., ed è uno dei tan­ti col­lo­ca­ti lun­go la riva del fiu­me. Per­ché il sepol­cro acqui­sti un qual­che rilie­vo topo­no­ma­sti­co occor­re però atten­de­re l’Anno Mil­le. Un con­trat­to di com­pra­ven­di­ta data­to 4 apri­le 1011, stu­dia­to dal Tomas­set­ti, ripor­ta infat­ti che il sepol­cro è sta­to col tem­po ria­dat­ta­to in casa­le rura­le e, al momen­to dell’acquisto da par­te del Mona­ste­ro dei San­ti Ciria­co e Nico­lò, ha il curio­so nome di «Casa­le di Ermin­za­no­te». Il topo­ni­mo «Trul­lus» (o Tru­glio, in ita­lia­no vol­ga­re) com­pa­re però tre seco­li dopo, in un con­trat­to data­to al 1286, che, trat­tan­do la ven­di­ta di un casa­le vici­no al sepol­cro per 300 fio­ri­ni, col­lo­ca il casa­le in loca­li­tà det­ta «Trul­lus de Maxi­mis», dove i Maxi­mi (Mas­si­mo) sono la fami­glia pro­prie­ta­ria sia del sepol­cro che del casa­le che dei ter­re­ni cir­co­stan­ti. Non mol­to tem­po dopo, e sia­mo al 1322, un altro con­trat­to atte­sta il pas­sag­gio di pro­prie­tà dai Mas­si­mo ai Mer­lo: il topo­ni­mo cam­bia di con­se­guen­za e diven­ta «Trul­lus Meru­li».

Per quan­to il Tomas­set­ti aves­se ben iden­ti­fi­ca­to l’origine del topo­ni­mo, la sua cono­scen­za rima­ne con­fi­na­ta al mon­do dei dot­ti; la “risco­per­ta” moder­na si deve inve­ce allo stu­dio­so loca­le Emi­lio Ven­dit­ti, che nel 1989 pub­bli­ca lo scrit­to “Il Trul­lo” e con un capi­to­lo dal­la gra­de­vo­lis­si­ma let­tu­ra si dedi­ca a sfa­ta­re tut­ti i miti metro­po­li­ta­ni sull’origine del topo­ni­mo. Il nome non ha nul­la a che vede­re con il «trul­lo» – anti­co nome del tuor­lo dell’uovo –, né con il trul­lo – anti­ca cata­pul­ta lan­cia-sas­si –, né con il ver­bo «trul­la­re», dal signi­fi­ca­to imba­raz­zan­te, in ita­lia­no medie­va­le (cfr. Dan­te, Infer­no XVIII: Dal men­to infìn dove si trul­la). Nul­la a che vede­re nem­me­no con l’aggettivo «trul­lo» – sino­ni­mo di citrul­lo – o con il ter­mi­ne eccle­sia­sti­co «trul­la­no», che indi­ca i con­ci­li ecu­me­ni­ci tenu­ti sot­to la cupo­la del Palaz­zo di Costan­ti­no­po­li, chia­ma­ta anch’essa Trul­lo. Pro­prio però la ricor­ren­za in archi­tet­tu­ra del sostan­ti­vo trul­lo è per Ven­dit­ti una buo­na trac­cia per risa­li­re alla paro­la gre­ca «trul­lòs», che indi­ca una «costru­zio­ne a pian­ta roton­da e vol­ta a cupo­la», che si tro­va anco­ra oggi nel­la lin­gua ita­lia­na ad indi­ca­re trul­li, le tipi­che abi­ta­zio­ni puglie­si dal tet­to coni­co. Dall’antichità al Medioe­vo infat­ti, Roma di trul­li è pie­na: al tem­po di Papa Ser­gio (687−701) è chia­ma­ta trul­lo la vol­ta coni­ca del­la Basi­li­ca dei San­ti Cosma e Damia­no; c’era un trul­lo al Cir­co Mas­si­mo, un Trul­lus Joan­nes de Sta­cio vici­no San­ta Cate­ri­na de’Funari, un Trul­lo di Pom­peo a Cam­po de’Fiori e per­si­no un trul­lo lun­go la Via Fla­mi­nia dopo piaz­za del Popo­lo, che dava il nome alla Vigna del Trul­lo. Esi­ste­va anche il famo­so Trul­lo degli Arcio­ni e una piaz­za del Trul­lo (oggi piaz­za di Pie­tra) su cui affac­cia­va la chie­si­na di Sanc­to Ste­pha­no de Trul­lo. Il nostro topo­ni­mo “Trul­lo”, insom­ma, ha accla­ra­to Ven­dit­ti sup­por­ta­to dal Tomas­set­ti, deri­va pro­prio dal nostro sepol­cro roma­no con la vol­ta a cono.

Ven­dit­ti anno­ta però che nell’immediato Dopo­guer­ra agli abi­tan­ti del­la Bor­ga­ta del Trul­lo (già Bor­ga­ta Costan­zo Cia­no) que­sto nome non pia­ce affat­to. E rife­ri­sce di un dibat­ti­to, svi­lup­pa­to­si negli Anni Ses­san­ta, per chie­de­re il cam­bia­men­to del nome del­la bor­ga­ta in «Val­le Por­tuen­se» o in «Bor­ga­ta San Raf­fae­le». Ven­dit­ti rac­con­ta di una visi­ta di una dele­ga­zio­ne di cit­ta­di­ni negli uffi­ci del­la Topo­no­ma­sti­ca: «Sem­bra – scri­ve Ven­dit­ti – che l’ipotesi non sia sta­ta mini­ma­men­te pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne».

La zona urba­ni­sti­ca del Trul­lo, così come deli­mi­ta­ta dagli stes­si urba­ni­sti nel 1977, ha la for­ma di un qua­dri­la­te­ro, deli­mi­ta­to in manie­ra mol­to sem­pli­ce da quat­tro linee di rife­ri­men­to: a nord la Via Por­tuen­se, a sud il cor­so natu­ra­le del fiu­me Teve­re; a ove­st il fos­so del­la Maglia­na (più pro­pria­men­te la stra­da limi­tro­fa, via del fos­so del­la Maglia­na) e a est il fos­so di Papa Leo­ne, che oggi scor­re in cana­liz­za­zio­ne sot­ter­ra­nea ed è sor­mon­ta­to da via­le Isac­co New­ton. Nel trat­to fina­le di via­le New­ton, dove il via­le si ele­va in via­dot­to, il con­fi­ne segue l’andamento a zig-zag del­la via­bi­li­tà pre­ce­den­te fino a rag­giun­ge­re il Pon­te del­la Maglia­na.

I con­fi­ni urba­ni­sti­ci poco cor­ri­spon­do­no alla per­ce­zio­ne urba­na dell’area. In par­ti­co­la­re il topo­ni­mo «Col­le del Sole» è per­ce­pi­to come par­te del­la Maglia­na Vec­chia e il topo­ni­mo «Vigne» è per­ce­pi­to come par­te del Cor­via­le. Spe­cu­lar­men­te, sono per­ce­pi­te come par­te del Trul­lo la pic­co­la area a ridos­so del Cimi­te­ro del­la Par­roc­chiet­ta (Por­tuen­se), con­si­de­ra­ta par­te del più este­so topo­ni­mo «Par­roc­chiet­ta», e la «Val­le di Affo­ga­la­si­no» (Cor­via­le).

 

 

  1. — Lun­go la Via Cam­pa­na

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. — I sepol­cri lun­go in fiu­me, ere­di del­la cul­tu­ra etru­sca

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. — Ver­so il San­tua­rio degli Arva­li

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. — Un tes­su­to agra­rio viva­ce

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. — Papa Leo­ne e le bat­tu­te di cac­cia

 

Alcu­ni docu­men­ti rina­sci­men­ta­li testi­mo­nia­no l’impianto di vigne e un pri­mo recu­pe­ro fon­dia­rio.

Ma è dal Set­te­cen­to che si veri­fi­ca un dif­fu­so popo­la­men­to agra­rio, con la nasci­ta del­le effi­cien­ti tenu­te fon­dia­rie degli Jaco­bi­ni, Gioac­chi­ni, Neri, Con­sor­ti e altre.

 

 

  1. — I casa­li del Pri­mo Otto­cen­to

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. — Il rifor­mi­smo fon­dia­rio dei Pino Lec­ce

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. — Dal­la Cit­tà Lit­to­ria alla Bor­ga­ta Cia­no

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. — Il tem­po pre­sen­te

 

In aggior­na­men­to.

 

 

  1. Topo­ni­mi e popo­la­men­to

 

Il Trul­lo, così come per­ce­pi­to dagli abi­tan­ti, si com­po­ne per­tan­to di 9 topo­ni­mi. Quel­li urba­ni sono la Bor­ga­ta del Trul­lo (già Bor­ga­ta Cia­no) e gli inse­dia­men­ti di Mon­te del­le Capre, IACP Mon­te­cuc­co e Par­roc­chiet­ta; quel­li con carat­te­ri­sti­che anco­ra in par­te rura­li sono Mon­te­cuc­co, Pia­na di Affo­ga­la­si­no, Vigna Girel­li, Vigna Con­sor­ti e Val­le di Affo­ga­la­si­no. Ne rac­con­tia­mo la sto­ria dal più anti­co al più recen­te.

Nell’area del Trul­lo è pos­si­bi­le distin­gue­re oggi tre fasce di inse­dia­men­to: l’abitato con­ti­nuo di Mon­te del­le Capre-Trul­lo-Mon­te Cuc­co, le Vigne (sul fian­co sini­stro del­la Por­tuen­se, resi­duo del­le tenu­te set­te­cen­te­sche) e infi­ne la Col­li­na di Mon­te Cuc­co e la Pia­na di Affo­ga­la­si­no (sul ver­san­te che dà sul Teve­re), oggi costi­tui­ti in riser­va natu­ra­le (par­te del­la Val­le dei Casa­li). Una quar­ta fascia, quel­la di Col­le del Sole (già Bor­ga­ta Maglia­na), pur facen­do par­te del qua­dran­te del Trul­lo, è asso­cia­ta nel comu­ne sen­ti­re a quel­lo di Maglia­na Vec­chia.

Vi si tro­va­no due chie­se par­roc­chia­li (San Raf­fae­le Arcan­ge­lo e i Mar­ti­ri Por­tuen­si). Tra i beni cul­tu­ra­li sim­bo­lo di que­sto qua­dran­te: Tor­re Righet­ti, il Cimi­te­ro del­la Par­roc­chiet­ta, e le Case razio­na­li­ste del Trul­lo. Vi risie­do­no, al dicem­bre 2009, 28.372 abi­tan­ti.

Appun­ti: Pia­na di Affo­ga­la­si­no. Val­le di Affo­ga­la­si­no. Mon­te­cuc­co. Par­roc­chiet­ta. Vigna Girel­li. Vigna Con­sor­ti. Bor­ga­ta del Trul­lo.

Mon­te del­le capre. Mon­te del­le Capre è oggi, nel lin­guag­gio degli urba­ni­sti, una «Zona O», zona di svi­lup­po cao­ti­co e disor­di­na­to, cre­sciu­ta nel Dopo­guer­ra per lo più in manie­ra spon­ta­nea, inne­stan­do­si sui ter­re­ni acci­den­ta­ti, lascia­ti libe­ri da cave di brec­cia cadu­te in disu­so. Sul ver­san­te oppo­sto di Mon­te del­le Capre si veri­fi­ca­no le lot­tiz­za­zio­ni abu­si­ve e incon­trol­la­te del­la Zona F1 (ristrut­tu­ra­zio­ne urba­ni­sti­ca) e del­la Zona G4 (case uni­fa­mi­lia­ri con giar­di­no). Par­ti­co­lar­men­te dif­fi­ci­le è l’urbanizzazione di Mon­te del­le Capre, dove sor­ge una gran­de con­cen­tra­zio­ne di resi­den­ze pri­ve di ser­vi­zi e di ver­de. Così come il Trul­lo può defi­nir­si una bor­ga­ta uffi­cia­le (pia­ni­fi­ca­ta), la vici­na Mon­te del­le Capre rien­tra nel nume­ro del­le bor­ga­te abu­si­ve. La zona urba­ni­sti­ca del Trul­lo si esten­de oggi su un’area gros­so­mo­do qua­dra­ta, com­pre­sa tra il Teve­re a sud e la Via Por­tuen­se a nord, e deli­mi­ta­ta ad ove­st e ad est da due cor­si d’acqua: il fos­so del­la Maglia­na ad ove­st ver­so la Maglia­na Vec­chia, e il fos­so di Papa Leo­ne ad est ver­so il Por­tuen­se (che oggi scor­re in cana­liz­za­zio­ne sot­ter­ra­nea, sot­to via­le Isac­co New­ton).

IACP Mon­te Cuc­co. Nel Dopo­guer­ra, sull’originario nucleo del Trul­lo, si inne­sta­no alter­ne fasi di edi­li­zia popo­la­re, resi­den­zia­le e cao­ti­ca e abu­si­va, sui due ver­san­ti col­li­na­ri che attor­nia­no la val­le dove dor­ge la bor­ga­ta. Sul ver­san­te di Mon­te Cuc­co si inse­dia­no le palaz­zi­ne popo­la­ri del­lo IACP, che dan­no allog­gio agli sfol­la­ti roma­ni.

 

 

  1. Trul­lo futu­ro

 

Nell’area del Trul­lo esi­sto­no cin­que siti archeo­lo­gi­ci in cor­so di stu­dio da par­te del­la Sovrin­ten­den­za: Mura­tu­re roma­ne del Trul­lo, Cister­na di via Col­le­man­di­na, Taglia­te alle Vigne, Poz­zi roma­ni alle Vigne e Strut­tu­ra roma­na alle Vigne. Nonap­pe­na pub­bli­ca­ti i libri di sca­vo, ve ne dare­mo con­to. Esi­ste inol­tre una par­te del­la zona urba­ni­sti­ca, la Zona O Mon­te del­le Capre, per la qua­le ci ripro­po­nia­mo di rea­liz­za­re una auto­no­ma mono­gra­fia.

 

Foto del profilo di Antonello Anappo
È il curatore di questo portale. Fa di tutto un po’: scrive, mette on line e cerca nuove idee.