La Delibera 140 del 2015 è stata uno dei provvedimenti più controversi della Giunta Marino. Nasce per mettere ordine nella jungla di 860 immobili di Roma Capitale variamente dati in concessione negli ultimi trent’anni, stabilendo il principio che chi paga l’affitto può restare e chi è moroso deve necessariamente andarsene. Se la concessione nel frattempo è scaduta, via libera agli sfratti; e ai nuovi bandi di assegnazione può partecipare solo chi ha messo a posto le pendenze con il passato.

La Delibera 140, che non fa una piega sul piano di una corretta gestione economica del patrimonio immobiliare cittadino, ha posto tuttavia non poche perplessità per i casi specifici di piccole realtà del sociale, che, pur svolgendo attività meritorie, hanno ora l’ufficiale giudiziario che bussa alla porta. In XI ce ne sono tantissime: le concessioni andrebbero invece analizzate caso per caso, valutando criteri di effettivo interesse pubblico, sostengono le opposizioni democratiche.

Se ne è trattato in Aula Petroselli, nei lavori del Parlamentino di Corviale: o meglio se ne sarebbe dovuto discutere. “Oggi il Consiglio municipale avrebbe dovuto discutere la mozione ‘Tutela delle realtà del Municipio Roma XI coinvolte nel processo di riordino del patrimonio immobiliare di Roma Capitale’, proposta dal nostro Gruppo. Un atto molto importante, atteso da decine di associazioni e realtà territoriali, con il quale si richiedeva la revoca della deliberazione della Giunta capitolina n. 140/2015 e la realizzazione di un’analisi delle concessioni attuali, finalizzata a regolarizzare tutte quelle che risultano legittime secondo criteri che ne misurino l’effettivo interesse pubblico e che non abbiano maturato una posizione amministrativa di morosità”, dichiarano i consiglieri del Partito Democratico Maurizio Veloccia, Gianluca Lanzi, Giulia Fainella e Angelo Vastola.

Ma, “nell’approssimarsi dell’orario previsto per la conclusione della seduta, visto che a causa delle ripetute sospensioni decise dal Presidente del Consiglio non era stato discusso alcun atto di quelli previsti all’ordine dei lavori, abbiamo presentato una richiesta di prolungamento dell’orario della seduta in modo tale da poter discutere la nostra mozione e tutte le altre previste, in gran parte proposte dai gruppi dell’Opposizione. Il M5S, dopo aver bocciato la nostra richiesta, ne ha presentata un’altra per discutere solo una loro mozione. In questo modo ha fatto decadere, ovvero ha cancellato, la nostra mozione e tutte le altre. Il M5S negando la discussione della mozione per la revoca della delibera 140 ha dato uno schiaffo in faccia a tutte le realtà che rischiano lo sfratto. Noi invece continueremo a lottare per tutelarle”, concludono gli esponenti democratici.