Il viaggio nella Storia che abbiamo fin qui affrontato ci ha portato dalle pietre antiche della Via Campana e della Via Portuensis di età romana alle grandi infrastrutture moderne, come l’autostrada per Fiumicino e il Grande Raccordo Anulare. Per completare il quadro ci manca adesso di vedere come si presentano queste strade oggi e come smaltiscono i flussi veicolari del tempo presente.

Partiamo dalla via Portuense. Nata per volere dell’imperatore Claudio (I sec. d.C.) per collegare Roma al mare e trasportare principalmente “merci” verso la città, oggi questa strada ha cambiato funzione. È diventata l’arteria principale del Municipio XI e trasporta oggi soprattutto “persone”: studenti e lavoratori che si spostano quotidianamente dai quartieri cresciuti in modo disordinato lungo il percorso. Le linee di flusso sono spesso caotiche: chi va verso il centro-città, chi va verso le fermate di metro e ferrovia, chi fa percorrenze locali.

Nel suo tratto iniziale subito dopo Porta Portese – quello che va da piazza della Radio a largo La Loggia – la Portuense è stretta tra palazzi costruiti soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta. Si crea il cosiddetto “effetto canyon”, con ricadute su rumore, smog e microclima.

Proprio in questo tratto troviamo una delle novità più discusse: la corsia preferenziale tra via Giuseppe Belluzzo e largo La Loggia. Attiva dall’agosto 2023 dopo lunghi lavori (e lunghe polemiche), questa corsia centrale protetta lunga circa 1,6 chilometri permette ai mezzi pubblici di raggiungere il centro-città in tempi finalmente rapidi. Tuttavia, lo spazio per le auto private si è ridotto, con inevitabile coda di polemiche: tempi di percorrenza aumentati per le automobili, immissioni difficili dalle vie laterali, code nelle ore di punta, maggior incidentalità. Dare un giudizio, nell’immediato, non è affatto facile. Altrove – ad esempio viale Trastevere, dove oggi passa il tram 8 –, questa trasformazione ha funzionato. Ma lì la trasformazione è stata completa; la Portuense invece oggi si presenta come un ibrido: una preferenziale a metà, percorsa dalla rete bus di sempre.

Proseguendo verso l’esterno, il tratto della Portuense che va da largo La Loggia al Grande Raccordo anulare attraversa la periferia urbana. Qui si alternano case sorte spontaneamente, edilizia residenziale e grandi complessi pubblici, come il “Serpentone” di Corviale. L’andamento della strada è spesso promiscuo, con doppie file e attraversamenti poco sicuri.

Andando ancora oltre, verso la Nuova Fiera di Roma, la strada torna a scorrere veloce. Il nodo di Ponte Galeria fa emerge evidente il conflitto di una viabilità secondaria nata come “strade rurali o di bonifica” che si trovano oggi a sostenere un traffico da città. Via della Muratella ne è un esempio: stretta, senza spazio per le emergenze e costeggiata da canali, risulta inadatta e rischiosa per la mole di veicoli che la percorre. Lì i problemi strutturali diventano spesso problemi di sicurezza: solo tra novembre e dicembre 2025, nella zona di Piana del Sole, si sono verificati due incidenti seri.

Per quanto riguarda la manutenzione, nel luglio 2022 sono stati stanziati fondi significativi, anche in vista del Giubileo, per rifare l’asfalto su arterie fondamentali come via della Pisana e via di Ponte Galeria.

Rimangono però irrisolti alcuni nodi strategici. Il più serio è cavalcavia ferroviario a Ponte Galeria, il cui raddoppio è atteso da anni per eliminare un collo di bottiglia: quando c’è un incidente a ridosso del cavalcavia, l’intero quadrante di Ponte Galeria si blocca. Gli esempi recenti non mancano: un autocarro in fiamme nel marzo 2025 e un mezzo da lavoro ribaltato in via di Ponte Galeria nel giugno 2024 hanno mandato il traffico in tilt per ore.

Via della Magliana e via del Trullo: trasformazioni urbane e sicurezza stradale

Scendendo verso il Tevere troviamo l’altra via storica: via della Magliana, erede dell’antica Via Campana, di origine pre-romana.

Via della Magliana corre parallela al fiume e lavora in coppia con la via Portuense per gestire i flussi di traffico in entrata e uscita dalla città.

A differenza della Portuense, tuttavia, via della Magliana ha da sempre un rapporto complicato con i palazzi intensivi che la circondano. Nel primo tratto, quello della Magliana Nuova, la densità abitativa è tale da formare un muro continuo di cemento: chi passa di qui quasi non si accorge che il fiume scorre a pochi metri.

Superato il viadotto della Magliana, verso il GRA, lo scenario cambia. Le case diminuiscono e lasciano il posto a uffici e capannoni. È una zona dedicata al lavoro e alla logistica che comunica poco con i quartieri residenziali vicini.

Le speranze per migliorare la viabilità sono legate al progetto grandioso del Ponte dei Congressi, purtroppo di là da venire in un futuro difficilmente prevedibile. L’opera promette di separare il traffico di attraversamento da quello locale, alleggerendo la pressione sulle strade di quartiere.

Poco distante, via del Trullo, perpendicolare a via della Magliana, racconta una storia diversa. Il quartiere mantiene l’identità di “borgata” con case basse e una dimensione più umana, frutto della pianificazione del Novecento. Qui la riqualificazione passa attraverso l’arte urbana, con i murales che colorano le facciate, e interventi tecnici necessari, come il nuovo asfalto e la rimozione dei vecchi tralicci elettrici.

Tornando su via della Magliana, nel tratto extra-urbano, la sicurezza diventa di nuovo un problema serio. Le cronache recenti registrano diversi incidenti: nell’ottobre 2025 una bisarca ha perso il carico vicino a Ponte Galeria. A maggio e aprile 2025, nella zona della Magliana Nuova, si sono verificati gravi investimenti di pedoni e di un giovane in monopattino. La scarsa visibilità, la sosta irregolare e la velocità eccessiva sono le cause principali.

Quadrante Marconi: il viale dello shopping e la dorsale Olimpica

La zona di viale Marconi vive da sempre una contraddizione: da un lato è un’eredità del passato industriale e un collegamento veloce Eur-centro cittadino; dall’altro deve rispondere alla richiesta moderna di una città più vivibile.

Viale Guglielmo Marconi è oggi un grande viale commerciale, con afflusso pedonale continuo. Anche qui i palazzi alti e continui creano l’“effetto canyon”: il rumore del traffico rimbomba, lo smog ristagna facendone uno dei punti più inquinati di Roma, e d’estate viale Marconi si trasforma in un’isola di calore.

I negozi al piano terra attirano molte persone, ma questo si scontra con la funzione della strada, che è un asse di scorrimento veloce, tra il centro e l’Eur.

Per gestire meglio il traffico, nel tempo è stata creata una corsia preferenziale laterale, in direzione Centro. I risultati sono stati positivi: i bus viaggiano più veloci e la presenza di una barriera fisica impedisce la sosta selvaggia. La sosta selvaggia, tuttavia, non è stata risolta: si è semplicemente spostata, a ridosso dello square centrale, dove è storicamente tollerata la sosta irregolare.

Si discute da tempo della creazione di una doppia preferenziale centrale, ma il progetto, che al momento è in stand-by, dipenderà molto dal finanziamento dalla futura linea del tram che dovrebbe passarvi sopra.

Un altro punto cruciale è piazza della Radio. Qui è in corso un progetto importante: la costruzione di un parcheggio sotterraneo (Pup), che mira a lenire la cronaca mancanza di posti auto. L’obiettivo è mettere le auto sottoterra, e di pari passo liberare la superficie e trasformare l’incrocio caotico in una piazza pedonale con aree verdi.

Anche l’asse tra via Grimaldi e via Majorana vive tensioni simili. Via Grimaldi è piena di negozi e traffico, mentre via Majorana è il suo proseguimento oltre il viadotto ferroviario, e collega Marconi a Monteverde. Questo asse è perpendicolare a viale Marconi e risale alle Olimpiadi romane del 1960: allora era stato pensato come un asse a scorrimento veloce, la “Dorsale Olimpica”; oggi presenta sostanzialmente le stesse problematiche di viale Marconi.

Non mancano però i tentativi di migliorare l’ambiente. A ottobre 2025, in via Pietro Blaserna, è partita la sperimentazione dei materiali “fotocatalitici”. Si tratta di pavimentazioni speciali che, attivate dalla luce del sole, dovrebbero ridurre gli inquinanti nell’aria. Il tempo dirà se funziona o meno.

Sul Tevere, Ponte Marconi ha ricevuto una lunga manutenzione, condotta per fasi, conclusa nel dicembre 2024, con lavori notturni per sistemare giunti, asfalto e marciapiedi.

La sicurezza resta comunque un tasto dolente. Un investimento in via Oderisi da Gubbio nel dicembre 2025 ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza dei pedoni. Già a fine 2024 erano stati approvati nuovi attraversamenti rialzati, per costringere le auto a rallentare, almeno vicino alle scuole.

Le autostrade: A91 per Fiumicino, A90 Grande Raccordo Anulare, Snodo A12

Uscendo dalla città densa, incontriamo le grandi autostrade. La funzione per cui sono nate non è unire i quartieri, ma di attraversarli velocemente, collegando rapidamente punti distanti.

In questa prospettiva, l’autostrada A91 ricalca non solo il percorso ma anche la funzione dell’antica Via Portuensis romana: la strada antica portava al porto marino; l’autostrada di oggi porta all’aeroporto di Fiumicino.

Progettata anche da Riccardo Morandi – l’ingegnere famoso per i suoi ponti – l’A91 Roma-Fiumicino, tuttavia, è diventata col tempo anche una “strada al servizio”, che collega la città con i nuovi uffici e centri commerciali

Oggi l’A91 ha tre corsie e tecnologie intelligenti per il monitoraggio del traffico, ma, vale la pena ricordarlo a margine, resta comunque una barriera fisica, che separa i quartieri residenziali dal fiume, impedendo il passaggio a pedoni e animali.

La fragilità di questa arteria si è vista più volte: l’incendio alla Fiera di Roma nel giugno 2024 e quello di un’auto nel dicembre 2023 hanno creato notevoli disagi. Un episodio pericoloso è avvenuto nel febbraio 2023, quando un’auto ha percorso l’autostrada contromano all’altezza di Parco de’ Medici.

Anche qui la manutenzione è essenziale: nell’agosto 2022 il viadotto della Magliana – che oggi è integrato nel sistema dell’A91 come “tronco di penetrazione urbana” – ha ricevuto importanti lavori strutturali. Anche qui, come per Ponte Marconi, i lavori si sono svolti di notte per limitare i disagi.

Passiamo adesso al Grande Raccordo Anulare (A90). Il tratto sud-ovest del Raccordo, che attraversa il Territorio Portuense, ha nel tempo cambiato ruolo: da strada a scorrimento veloce è diventato anche una tangenziale urbana, spesso intasata, soprattutto nel tratto degli uffici di Parco de’ Medici.

Qui si lavora per migliorare la sicurezza e la vivibilità: nuova illuminazione a LED, asfalto che drena la pioggia e barriere antirumore per proteggere le case vicine, dalla Muratella alla Pisana.

Anche sul Raccordo gli incidenti possono paralizzare tutto. Nel maggio 2024 c’è stato il ribaltamento di un mezzo pesante che ha bloccato la carreggiata interna, mentre risale a giugno 2022 l’incendio di un autobus che ha paralizzato la circolazione.

Sia l’A90 che l’A91, vale la pena ricordarlo, sono autostrade a percorrenza gratuita, senza il pagamento del pedaggio.

Infine, diamo un’occhiata allo snodo tra l’autostrada A12 (per Civitavecchia) e la A91, al confine con Fiumicino. Qui il traffico di camion e tir è intenso e i cantieri attuali si concentrano sulla manutenzione dei tratti in viadotto e sulla sostituzione delle vecchie barriere laterali con protezioni più moderne e sicure.


(articolo aggiornato il 8 Febbraio 2026)