Una rassegna di piccoli e grandi “disastri urbani”.
Primo capitolo: gli incendi domestici, compresi cantine, garages e uffici. Diverse le cause all’origine degli inneschi: guasti improvvisi agli impianti, disattenzioni umane, cattiva manutenzione e a volte sospetti di malintenzionati.
L’episodio più recente risale al 18 settembre 2025, quando in via Castiglione delle Pescaia, al Trullo, un 59enne è stato tratto in salvo mentre i vigili del fuoco domavano un principio d’incendio nel suo appartamento. I cani di casa sono rimasti illesi.
Il mese precedente, il 13 agosto, in largo Cesare Reduzzi al Corviale, le fiamme divampate da un sottoscala avevano invaso i piani superiori: ci sono state tre persone intossicate e decine di evacuati.
L’estate è stata “calda” anche alla Magliana. L’11 agosto, in via Greve 61-63, un incendio nella palazzina che ospita le tre associazioni della locale Protezione civile ha reso inagibili alcuni locali, lambendo anche la vicina scuola di musica.
Il 20 giugno, a Marconi, su lungotevere Pietra di Papa, sette auto sono state avvolte dalle fiamme in rapida successione. Nessun vi sono stati feriti. Il 9 giugno 2025, in via di Poggio Verde al Corviale, su ballatoio c’è stato un incendio, domato grazie al pronto intervento dei residenti; solo cinque giorni prima, due auto erano state distrutte nella stessa via.
A fine maggio, in via Vincenzo Statella a Villa Bonelli, un rogo in una palestra di arrampicata ha costretto all’evacuazione di una trentina di famiglie. Il 3 aprile 2025, ancora al Trullo, in via di Vigna Girelli, un incendio partito da una cantina ha invaso la villetta soprastante: due persone ricoverate per inalazione di fumo, mentre quattro squadre dei vigili del fuoco lavoravano per domare le fiamme alimentate da legna accatastata. L’ipotesi principale resta quella di un guasto elettrico.
Il 15 gennaio 2025 ancora un incendio al “Serpentone” di Corviale, il terzo in pochi mesi: le fiamme, partite dal piano terra, hanno annerito i muri fino al terzo piano e avvolto l’edificio in un denso fumo. I residenti denunciano da tempo ritardi e carenze nella manutenzione.
Tornando indietro agli anni precedenti, il 25 dicembre 2024 un balcone in via Oderisi da Gubbio a Marconi è stato avvolto dalle fiamme e per precauzione l’intero stabile è stato momentaneamente evacuato. Poche settimane prima, il 21 novembre, un pullman turistico parcheggiato in via Salvatore Rebecchini, a Parco de’ Medici, era stato distrutto dalle fiamme.
Tra 2024 e 2023 si contano episodi diffusi: veicoli, cassonetti e capannoni in fiamme tra via Silvio Sbricoli e viale Arturo Martini al Corviale, a vicolo Monte delle Capre (Trullo) e via dell’Impruneta (Magliana).
Quando il vento soffia: rami spezzati e banchine del Tevere chiuse
Altro capitolo: il maltempo e le sue ricadute su alberature e golena del Tevere.
Alle 7 del mattino del 14 marzo 2025, in via Pescaglia 119, alla Magliana, alcuni rami si sono staccati da un albero colpendo un’auto in sosta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia locale, che hanno transennato la zona per motivi di sicurezza. Nessun ferito, ma c’è stata un po’ di paura: nelle stesse ore era in corso un’allerta meteo con piogge e vento forte, e nel territorio del Portuense i soccorsi erano impegnati in numerosi interventi.
L’episodio ha riacceso un tema che, praticamente, si ripresenta con cadenza stagionale. Già l’8 ottobre 2024, nella stessa via, grossi rami erano crollati sulle vetture in sosta, spingendo i residenti a chiedere controlli sulle alberature e una revisione della viabilità.
Pochi giorni prima, il 7 ottobre, un albero era caduto lungo il tratto extraurbano della via Portuense, tra Corviale e Magliana vecchia, all’altezza dei civici 882 e 939. Lì la strada era rimasta chiusa per giorni, in un’area compresa nella riserva regionale Tenuta dei Massimi, dove le responsabilità sulla manutenzione — tra proprietà privata e terreni comunali — si intrecciano da anni. Dopo il crollo, si erano resi necessari lunghi sopralluoghi e un rimpallo di competenze prima dell’avvio dei lavori di messa in sicurezza.
La lista dei casi non si ferma lì. A Marconi, il 2 aprile 2024, in via Francesco Grimaldi, un tronco deteriorato si è abbattuto su un’auto parcheggiata, mentre nell’ottobre 2023 un ramo spezzato in via Gerolamo Cardano aveva travolto degli scooter vicino al mercato rionale, costringendo alla momentanea chiusura della strada. Nello stesso periodo, un platano caduto in via della Magliana, all’altezza del civico 86, aveva ferito un motociclista.
A gennaio 2024, dopo i sequestri della Procura seguiti ai crolli del 2023, cumuli di tronchi e rami abbandonati in zona Marconi e nel Portuense avevano creato disagi ai residenti. Qualche mese dopo, nel marzo 2024, le piogge e il previsto innalzamento del Tevere avevano portato alla chiusura delle banchine fluviali e alla sospensione delle attività nei dintorni, in un quadro di allerta diffusa.
Il filo conduttore rimane il confine sottile tra l’imprevedibile (il vento, la pioggia) e quello che invece è possibile: programmare le manutenzioni e monitorare lo stato di salute del verde urbano. Troppo spesso i rimedi arrivano solo a seguito dell’emergenza.
Persi nelle reti: guasti idrici, allagamenti, blackout e impianti fermi
Terzo capitolo della nostra rassegna: le fragilità delle reti di distribuzione dei servizi essenziali.
Il 6 ottobre Areti ha interrotto l’elettricità dalle 9:30 alle 17:30 tra Casetta Mattei e zone vicine, segnalando “disalimentazioni mirate”. Il 18 settembre Acea Ato 2 ha sospeso l’acqua in via Ettore Paladini e via Giuseppe Belluzzo (Portuense), mentre il 3 settembre lo stop idrico — dalle 8 alle 24 — ha coinvolto via della Muratella e Piana del Sole, con rifornimenti d’emergenza in via Pescina Gagliarda e via Paderna.
Ad agosto, in via Calamandrei (a Montecucco), una decina di lampioni rubati da ladri di metalli ha lasciato al buio il percorso pedonale che porta al Trullo. Già il 22 aprile un guasto idrico aveva allagato via di Vigna Due Torri, costringendo alla chiusura della strada all’altezza del civico 113 e all’intervento di Acea, Polizia locale e Vigili del fuoco. Il 3 marzo, una rottura in via Portuense ha bloccato il traffico tra il Raccordo e via del Ponte Pisano, con riapertura solo nel pomeriggio; nella notte tra il 5 e il 6 marzo, Acea ha poi programmato una sospensione del servizio tra Magliana, Imbrecciato e Villa Bonelli.
Anche febbraio è stato segnato da emergenze: il 20, una perdita su via Portuense (civico 452) ha allagato la carreggiata; il 14, Colle del Sole è rimasto senza illuminazione tra via di Generosa, via Bosco degli Arvali e largo Henzen; dall’8 febbraio, in via Oderisi da Gubbio 59, un allagamento nei vani tecnici di uno stabile ha fermato riscaldamento e ascensori per un centinaio di famiglie. Già il 20 gennaio la stessa zona e piazza Meucci erano rimaste parzialmente al buio.
Negli anni precedenti, la situazione non era diversa. A fine ottobre 2024, la Muratella aveva subito sbalzi di tensione e blackout, con danni agli elettrodomestici. In settembre, una conduttura rotta tra via del Trullo e via Licciana Nardi (Parrocchietta) aveva lasciato senz’acqua decine di abitazioni; a maggio, via di Ponte Galeria era stata chiusa per una perdita, con deviazioni delle linee bus 023 e 808. Nel febbraio 2024, un’altra perdita aveva interessato via Casetta Mattei.
Nel 2023 vi erano state sospensioni idriche alla Magliana, interventi fognari in via Lamporecchio (Trullo) e sbalzi di corrente a Montestallonara. Via Portuense e via Oderisi da Gubbio restano gli assi più colpiti, dove acqua e luce sembrano inseguirsi in un ciclo continuo di guasti e riparazioni.
Aria pesante sulla città
Chiudiamo la rassegna con un’occhiata all’aria che tira.
Risale all’estate 2024 il rapporto Arpa Lazio sull’aria di Roma. A Marconi, la centralina di piazza Enrico Fermi registra un livello medio annuo di biossido di azoto pari a 47 µg/m³, superando il limite di legge di 40. Poco meglio va in altre parti della città: a Corso Francia 36 µg/m³ e a Tiburtina 34, mentre largo Magna Grecia tocca quota 34.
Sul fronte dell’ozono, Cinecittà segna 27 giorni di superamento del valore obiettivo annuale di 120 µg/m³, mentre nelle stazioni più colpite dal traffico — Fermi, Corso Francia, Tiburtina e Magna Grecia — il parametro non è ancora monitorato.
L’aria che si respira nel Territorio Portuense sembra vivere in due “tempi” distinti: quello di un inquinamento di fondo costante, rilevato dalle centraline, e quello delle punte improvvise, dovute a eventi eccezionali. Il 20 giugno 2024 il brutto incendio divampato in via Asciano, sotto il Viadotto della Magliana, ha reso l’aria irrespirabile. L’Arpa ha installato un campionatore, rilevando diossine a 38 pg/m³, un valore oltre cento volte superiore al valore di riferimento di 0,3. L’odore acre ha raggiunto anche Marconi e San Paolo. Per l’occasione l’Amministrazione comunale ha disposto immediatamente il divieto di consumo e vendita di alimenti di origine vegetale e animale raccolti entro un chilometro dall’area del rogo, vietando anche pascolo e utilizzo dei foraggi.
L’altro fronte dell’aria irrespirabile è quello della Valle Galeria. Già nell’autunno 2023, dopo stagioni di miasmi e preoccupazioni, il comitato Valle Galeria Libera aveva messo in rete due centraline “autogestite” a Malagrotta e Ponte Galeria, affiancandone una terza e promuovendo una raccolta fondi per installarne altre quattro. L’iniziativa ha lo scopo di sollecitare alle amministrazione l’installazione di una “vera” stazione mobile sul posto, per colmare i vuoti di misura.
Uno sguardo indietro, al 2022, restituisce la dimensione strutturale del problema. Secondo il dossier Mal’Aria, le concentrazioni di PM10 e NO₂ restano elevate rispetto alle linee guida dell’Oms: Tiburtina ha registrato una media di 31 µg/m³ di polveri sottili con 23 superamenti, mentre Marconi si conferma l’area più esposta al NO₂ con 43 µg/m³, seguita da Corso Francia (38) e via Magna Grecia (37).
(articolo aggiornato il 25 Ottobre 2025)


