La gestione del verde pubblico a Roma è un mosaico complesso. La direzione attuale è quella di un progressivo decentramento delle aree più piccole (sotto i 20.000 metri quadri) verso la gestione diretta dei municipi, che si occupano della manutenzione di prati, aiuole e aree gioco. È così anche per il Municipio XI Arvalia-Portuense, dove il personale locale cura oggi anche il verde scolastico e l’arredo urbano. Restano invece centralizzate, in carico al Dipartimento Tutela Ambientale, le competenze per le alberature dei viali principali.
Parallelamente prosegue il lavoro di aggiornamento delle carte municipali del verde e dei monitoraggi sulle aree pubbliche, strumenti fondamentali per pianificare la manutenzione in modo più capillare.
Perculiare, nel Territorio Portuense, è l’esperienza dei due parchi di affaccio sul, Marconi e Magliana, affidati in concessione al Municipio XI. La gestione è diretta e comprende pulizie, sfalci, manutenzione dei percorsi, delle recinzioni e delle aree ludiche. Grazie a fondi regionali per circa 1,6 milioni di euro sono state installate nuove panchine e riqualificate le aree di sosta. L’accordo di collaborazione tra Regione, Comune e Municipio XI, firmato il 19 ottobre 2022, ha previsto una concessione di 19 anni: la Regione cura la manutenzione straordinaria (potature e sostituzione alberature), mentre il Comune finanzia la manutenzione ordinaria, affidata alle squadre municipali.
Alla base di questo nuovo equilibrio c’è un percorso normativo avviato diversi anni fa. Con l’adozione, nella primavera del 2021, del Regolamento del verde pubblico e privato, Roma Capitale ha definito competenze, criteri di tutela e regole di gestione del paesaggio urbano, dopo un lungo confronto con i municipi.
Nello stesso periodo il bilancio arboreo della città è tornato positivo e il catasto del verde è stato aggiornato, mappando oltre 300 mila alberi tra parchi, viali e giardini scolastici. Questi strumenti hanno reso possibile una programmazione più efficiente e un graduale passaggio di gestione dal centro alle strutture territoriali.
Il parco di Villa Bonelli
Nel Territorio Portuense si attende anche la riqualificazione del parco storico di Villa Bonelli, ancora ferma alla fase di gara. Nell’ambito del programma comunale “100 Parchi”, il Campidoglio ha confermato ad agosto 2005 che a breve verrà indetta la gara.
La Giunta capitolina aveva approvato nel febbraio 2023 lo studio di fattibilità tecnica ed economica, con un investimento complessivo di 2,2 milioni di euro. Il progetto prevede il rifacimento dei viali, la sostituzione delle alberature morte, la posa di nuovi impianti idrici e la realizzazione di una rete di illuminazione moderna.
In attesa del restyling, sono stati eseguiti piccoli interventi di manutenzione ordinaria: sistemazione dell’area cani, pulizia delle fognature e lavori di decoro diffuso. A maggio 2024 è stata installata una nuova area giochi per bambini, molto frequentata dai residenti.
Nel marzo 2025 un’interrogazione municipale ha riportato l’attenzione su un luogo della memoria presente nel parco: la targa dedicata ad Aldo Moro, nascosta dalla vegetazione rigogliosa. Un consigliere ha chiesto di restituirle visibilità. L’assessora all’Ambiente ha ricordato che la manutenzione dell’area è affidata al Dipartimento Tutela Ambientale, con sfalci periodici che però spesso non tengono il passo con la rapida crescita della vegetazione.
Tagliati & ripiantati: focus sulle alberate stradali
Il patrimonio arboreo di Roma, compresi anche le proprietà dei privati, conta oltre un milione di alberi. Nel territorio del Portuense, come nel resto della città, il Dipartimento Tutela Ambientale ha avviato un programma di monitoraggi georeferenziati e controlli di stabilità, con l’uso di tomografie e in particolarm dodo di inclinometri, per verificare lo stato di salute dei pini più esposti.
Il taglio di un albero è consentito solo in presenza di una perizia che ne certifichi la pericolosità per la pubblica incolumità, e deve essere seguito dalla sostituzione con un nuovo esemplare e da una garanzia triennale di attecchimento.
Nel parco di via Fulda, nel quartiere Marconi, due pini domestici sono stati abbattuti perché secchi e pericolanti; altri due sono stati rimossi nella vicina via dell’Oratorio Damasiano. Tutti gli interventi, disposti dal Dipartimento, prevedono la sostituzione delle piante entro un anno, anche se non è certo che si tratti di nuovi pini, specie ancora vulnerabile alla cocciniglia tartaruga.
Le nuove piantumazioni, in genere, privilegiano specie più resistenti alla siccità, come ligustri e alberi di Giuda, mentre si sperimentano terreni drenanti e aiuole più ampie, per migliorare la crescita e la resistenza delle radici.
A marzo 2024 sono iniziati in via Pietro Blaserna i lavori di messa a dimora di 45 alberi di Giuda, accompagnati da 25 potature e da nuovi interventi in viale Marconi e via della Magliana. L’assessora capitolina all’Ambiente e il presidente del Municipio XI hanno sottolineato che l’obiettivo è ricostruire i filari stradali e compensare gli abbattimenti degli anni passati, migliorando la qualità dell’aria e riducendo l’effetto “isola di calore” nei mesi estivi.
Negli anni precedenti gli interventi di sostituzione hanno interessato via Portuense, con la piantumazione di 70 alberi di Giuda, e le prime opere di riqualificazione in via Blaserna.
Nel 2022 la Giunta capitolina aveva stanziato quasi due milioni di euro per oltre mille nuove alberature, nell’ambito del piano che punta a raggiungere 18 mila piantumazioni in tutta la città.
Nonostante ciò, le proteste dei cittadini non sono mancate. Tra il 2022 e il 2023, in viale Ventimiglia al Trullo, i residenti hanno cercato di salvare gli ultimi olmi storici: alcuni attivisti si sono arrampicati sugli alberi per impedire gli abbattimenti. Le perizie li avevano classificati come “a rischio di schianto”, ma molti abitanti sostenevano fossero ancora vitali. Alla fine gli olmi sono stati sostituiti con giovani esemplari, più piccoli e fragili.
Le associazioni ambientaliste continuano a denunciare la mancanza di una gestione coordinata del verde cittadino. In occasione della Giornata nazionale degli alberi, a fine 2023, un gruppo di volontari ha consegnato al Capo dello Stato un appello per fermare gli abbattimenti indiscriminati e promuovere una manutenzione preventiva del patrimonio verde di Roma.
Arvalia in fiamme: una cronaca di roghi estivi
L’estate 2025, intanto, è stata un’estate caldissima. Il 7 luglio, nel tardo pomeriggio, un vasto incendio ha devastato via della Magliana, tra il civico 475 e via dell’Imbrecciato. Le fiamme, partite da un canneto a bordo strada, hanno attraversato la ferrovia Roma-Fiumicino e raggiunto alcuni capannoni industriali. Cinquanta persone sono state evacuate, mentre vigili del fuoco, protezione civile e polizia locale hanno lavorato per ore per contenere il rogo.
Il traffico è rimasto paralizzato: sono stati chiusi tratti del viadotto della Magliana e di viale Isacco Newton, sospesa anche la circolazione ferroviaria tra Ponte Galeria e Ostiense. Solo in nottata i residenti hanno potuto rientrare nelle proprie abitazioni.
Il giorno seguente, l’Arpa Lazio ha installato una centralina in via Colle Salvetti (a Montecucco) per monitorare la qualità dell’aria.
Due giorni dopo, il 9 luglio, un secondo incendio è scoppiato lungo la via Portuense, all’altezza della Fiera di Roma. Spinto dal vento, il rogo ha minacciato un’abitazione; un agente della Polizia locale del gruppo Marconi è riuscito a trarre in salvo un uomo rimasto intrappolato all’interno.
Il 6 agosto un nuovo doppio fronte di fiamme ha interessato il Ponte della Magliana e via Lanfranco Maroi, tra la Portuense e via Guglielmo Tagliacarne. Il fumo ha reso l’aria irrespirabile e rallentato il traffico sull’autostrada Roma-Fiumicino. Le squadre antincendio hanno lavorato fino al tramonto, mentre un elicottero ha effettuato lanci d’acqua dall’alto.
Già nei mesi precedenti, tra giugno e luglio, altri incendi avevano colpito le aree di Ponte Galeria e di via della Muratella, dove le fiamme avevano raggiunto i bordi dei binari. A fine giugno, un deposito giudiziario tra via Gemignano Montanari e via della Chiesuola era stato gravemente danneggiato dalle fiamme, seguito da un secondo episodio lungo via Portuense. In entrambi i casi, i vigili del fuoco avevano operato per ore, affiancati da volontari.
L’estate 2024 era stata anch’essa costellata da roghi, da Casal Lumbroso a Malagrotta, fino a Massimina e Pisana. In diverse occasioni, per consentire le operazioni dei Canadair, era stata temporaneamente chiusa una pista dell’aeroporto di Fiumicino.
Secondo i dati di Roma Capitale, nel 2024 si sono registrati 760 episodi durante la stagione AIB (antincendio boschivo), con 646 ettari di superficie percorsa dal fuoco.
(articolo aggiornato il 29 Ottobre 2025)


