All’inizio del 2025 sulla collina sopra l’abitato di Muratella il Progetto Ossigeno ha portato alla piantumazione di 60 alberi e quasi 500 arbusti, in un’area compresa tra via Pezzi e via Valle.
È un tassello apparentemente piccolo, ma che completa tuttavia un percorso atteso a lungo dai residenti, e che assume anche un valore simbolico, se letto alla luce della storia recente del quartiere.
Per oltre quindici anni Muratella è rimasta sospesa in una sorta di “limbo amministrativo”, dove anche i tasselli piccoli erano una cosa difficile. Le opere realizzate con il Piano di Zona – strade, parcheggi, giardini – non erano state infatti mai state collaudate e dunque non erano mai state acquisite dal Comune di Roma. La conseguenza era paradossale: nessuna istituzione poteva occuparsi della manutenzione ordinaria di spazi che, pur essendo stati progettati per essere pubblici, restavano di fatto privati e non avevano ancora un referente amministrativo.
Così, luoghi quotidiani come via Pensuti, via Viscardi o i parcheggi incompleti su viale Crocco sono rimasti per anni in uno stato di abbandono: l’erba incolta, l’assenza di arredi e la scarsa illuminazione raccontavano la distanza tra la promessa urbanistica e la realtà vissuta dalle famiglie del quartiere.
Il punto di svolta è arrivato nel novembre 2023, quando il Comune ha finalmente preso in consegna ufficialmente tutte le aree rimaste nel limbo. Si è trattato di un atto burocratico, ma con effetti concreti, e anche immediati. Già una settimana dopo l’acquisizione sono comparsi i primi arredi nei giardini della collina, mentre il mese successivo sono state installate le nuove lampade lungo i sentieri. Un segnale tangibile di inversione di rotta, dopo anni di immobilismo.
Le piantumazioni avviate nel 2025, quindi, si inseriscono in questa scia di interventi virtuosi. La prospettiva è lenta, ma la progressione è positiva. Non solo un arricchimento del patrimonio verde, ma anche un miglioramento della qualità urbana percepita dai residenti, che finalmente vedono attenuarsi la sensazione di vivere in una zona “incompiuta”.
Restano da affrontare questioni legate alla manutenzione costante e al completamento dei servizi negli spazi comuni, ma la direzione sembra tracciata. Per Muratella, il 2025 si apre con un po’ di “ossigeno”. In tutti i sensi.
La scuola mai nata di via Pensuti: vent’anni di stop e ripartenze
Ma basta percorrere poche centinaia di metri all’interno della Muratella per imbattersi nello scheletro incompiuto di via Pensuti.
Qui, quasi vent’anni fa, avrebbe dovuto sorgere un edificio scolastico destinato a ospitare un asilo nido e una scuola dell’infanzia. L’opera, avviata nel 2005 per rispondere ai bisogni dei nuovi insediamenti residenziali, si è trasformata in un lungo percorso di stop, demolizioni e nuove promesse, puntualmente disattese.
Nel frattempo, la prime strutture in cemento degli Anni Duemila sono state abbattute perché ritenute inadeguate, e da allora si è assistito a un susseguirsi di annunci e gare d’appalto, dal 2016 al 2019, tutte rimaste senza esito.
La vicenda è tornata al centro dell’attenzione il 25 gennaio 2024, quando “Striscia la Notizia” ha dedicato un servizio al cantiere fermo. L’inviato Vittorio Brumotti, in sella alla sua bicicletta, è salito sul tetto dell’edificio per mostrarne lo stato di abbandono. L’immagine è stata forte: i bambini per i quali l’opera era stata progettata all’inizio degli anni Duemila oggi sono adulti, alcuni prossimi alla laurea.
Il servizio televisivo ha riacceso il dibattito politico. I consiglieri della Lega in Municipio XI hanno denunciato i disagi delle famiglie, costrette a spostarsi ogni giorno verso altre zone per garantire ai figli servizi scolastici di base. Una contraddizione evidente in un’area di coppie giovani, che continua a crescere dal punto di vista demografico ma resta priva di infrastrutture educative.
Dietro al blocco del cantiere si nasconde un intreccio di questioni tecniche e burocratiche assai complesse. Il 27 settembre 2023 la Commissione Trasparenza del Campidoglio ha discusso della vicenda, segnalando le difficoltà nel reperire la documentazione necessaria sulla stabilità delle strutture esistenti. Senza questa verifica statica non è possibile né sciogliere il contratto con l’impresa incaricata né stabilire se sia opportuno proseguire i lavori, o persino se procedere a una seconda demolizione.
Il risultato è che oggi, a quasi vent’anni dall’avvio, su via Pensuti si staglia ancora un edificio incompleto, circondato da lamiere e simbolo dell’incapacità di portare a termine opere pubbliche essenziali per la quotidianità delle famiglie della Muratella.
Il Canile comunale, tra nuovi progetti e difficoltà quotidiane
Il Canile comunale della Muratella, in via della Magliana 856, si estende su 30 mila metri quadrati e comprende un edificio principale su tre livelli, con servizi veterinari, amministrativi e logistici. Al piano terra trovano posto ambulatori, sale operatorie e aree di degenza; al primo piano sono collocati uffici e un laboratorio epidemiologico. L’area ospita tre blocchi disposti ad anello, suddivisi in quadranti con cucce che danno accesso a parchi singoli o comuni.
Alla fine del 2023 il Comune ha approvato un progetto di ampliamento da 5,6 milioni di euro, che prevedeva la realizzazione di un ospedale veterinario pubblico al primo piano dell’edificio principale, su 650 metri quadrati, oltre a nuove cucce, aree di sgambamento coperte ed efficientamento energetico. Il 20 novembre 2024 è stato pubblicato il bando per l’assegnazione dei lavori.
Il 26 febbraio 2025 sono iniziati i cantieri per il primo ospedale veterinario pubblico della Capitale, con infermeria, reparti di degenza, laboratori e sale operatorie. L’investimento, salito a 6,5 milioni di euro, prevede una durata dei lavori di 21 mesi. All’avvio erano presenti rappresentanti istituzionali, a sottolineare il carattere strategico di un’infrastruttura costruita sul modello già esistente a Napoli, con la collaborazione di Università e Asl.
Parallelamente alle prospettive di rilancio, il canile ha vissuto mesi segnati da tensioni. Tra dicembre 2024 e gennaio 2025 la società affidataria della gestione, convocata due volte in Commissione Ambiente, non si è presentata, denunciando costi del personale troppo alti rispetto a quelli assegnati dal bando.
A queste difficoltà si sono aggiunti problemi di sicurezza. Il 24 dicembre 2024 la restituzione di una cagnolina al proprietario registrato, già segnalato per maltrattamenti, ha sollevato proteste di associazioni animaliste e della Garante comunale. Nello stesso periodo due cuccioli sono stati rubati, dopo la manomissione di telecamere interne. Tra il 30 novembre e il 1 dicembre altri due cuccioli erano già stati sottratti, episodi che hanno riportato l’attenzione sulla vigilanza notturna, prevista dal contratto ma di fatto inefficace. Già in ottobre si era verificata la sparizione di due cuccioli di Rottweiler, poi ritrovati.
Dal gennaio 2025 l’amministrazione ha introdotto un servizio di guardiania attivo 24 ore su 24 e un rafforzamento della videosorveglianza.
Il Campo rom di via Candoni: incendi, tensioni e un futuro ancora incerto
Poco fuori dalla Muratella, su via Luigi Candoni, sorge un insediamento che da anni rappresenta uno dei nodi più complessi e spinosi della periferia romana: il campo rom, che si estende su più di 15 mila metri quadrati e ospita circa 800 persone, quasi la metà minori. La comunità è composta in prevalenza da cittadini provenienti dall’ex Jugoslavia, con presenze italiane e rumene. Le condizioni abitative sono a volte difficili, con baracche precarie e servizi carenti; la scolarizzazione resta bassa e il lavoro limitato.
Il 4 maggio 2025 un incendio ha interessato la rimessa Atac al civico 91 di via Candoni, a ridosso del campo. Quattro autobus dismessi sono stati distrutti e sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e Protezione Civile. La colonna di fumo, densa e nera, è stata visibile da Muratella, Trullo e Colle Sole. Le prime ipotesi hanno suggerito un’origine dolosa, ipotesi rafforzata dal ripetersi di episodi analoghi negli anni precedenti.
Dal 2023 la cronaca ha restituito un quadro di tensione costante intorno al campo. Roghi di rifiuti si sono verificati più volte: il 17 maggio 2024 un incendio ha imposto la chiusura di via Candoni e la deviazione di alcune linee autobus; il 5 settembre dello stesso anno un nuovo rogo di materiali vari ha sprigionato un fumo visibile a chilometri di distanza.
Gli episodi di vandalismo hanno coinvolto soprattutto i mezzi pubblici. Il 4 gennaio 2024 un’ambulanza del 118 è stata colpita da sassi e spranghe all’interno del campo. Il 5 aprile un autobus ha riportato danni ai finestrini dopo una sassaiola, il 19 giugno un altro mezzo è stato bersagliato da pietre e il 13 novembre due autobus Atac sono stati danneggiati lungo via Candoni.
Sul fronte della criminalità diffusa, i controlli hanno portato a diversi sequestri. Il 1° agosto 2024 la polizia ha trovato 270 chili di rame e 18 valigie, alcune rubate nella zona di Fiumicino; il 5 settembre sono stati recuperati borse, orologi e cellulari appartenenti anche a turisti stranieri. Nel marzo 2025 un ricercato è stato arrestato dopo il ritrovamento delle sue cose in un box interno al campo. Ad aprile 2025 un controllo congiunto ha portato al sequestro di veicoli senza assicurazione e all’identificazione di oltre 300 persone, tra Candoni e l’altro campo del lungotevere Dante.
Già nel 2023 il Campidoglio aveva introdotto misure specifiche: riduzione della potenza elettrica nei moduli abitativi, vigilanza antincendio e discussioni su una nuova strada di collegamento con via Portuense. Il piano comunale prevede il superamento dei campi rom entro il 2026, ma restano incerti fondi e modalità.
Via Candoni, il canile, la scuola mai completata di via Pensuti e gli spazi da riqualificare mostrano una periferia in bilico tra emergenze sociali, sicurezza quotidiana e ritardi, in attesa di una gestione strutturale.
(articolo aggiornato il 12 Novembre 2025)


