Nel Territorio Portuense è presente un tessuto culturale sorprendentemente vivace. Due premi, in particolare, hanno saputo trasformare la partecipazione civica in un racconto collettivo: il “Premio Arvalia” e il “Premio Fabrizio De André”. Diversi per spirito e finalità, insieme raccontano la metamorfosi di un quadrante urbano che ha fatto della cultura un segno identitario e di appartenenza condivisa.

Il Premio Arvalia, giunto alla settima edizione, si è svolto il 7 giugno 2025, al Parco Tevere Marconi, un’area verde riqualificata lungo il fiume, ormai simbolo dell’evento.

Sotto la direzione artistica di Gino Auriuso e con la conduzione di Irma Ciaramella, il premio celebra ogni anno l’impegno civico, premiando cittadini, associazioni, scuole e comitati di quartiere che si distinguono nel sociale, nella cultura e nello sport.

Con eventi diffusi, laboratori, incontri gratuiti e un pubblico sempre più partecipe il Premio Arvalia è un appuntamento atteso, arricchito spesso dalla presenza di ospiti di rilievo della scena artistica e civile.

Di segno diverso, ma ugualmente radicato nel territorio, è il Premio Fabrizio De André, che nel 2025 ha festeggiato la ventiquattresima edizione nella suggestiva piazza Fabrizio De André, nel cuore della Magliana.

Condotta dal critico musicale Paolo Talanca, la serata finale ha incoronato i vincitori delle sezioni Musica, Poesia e Pittura rispettivamente Claudio Covato, Elena e Luli. Il premio ha assegnato riconoscimenti speciali (le Targhe Faber) a Luca Marinelli, Mauro Pagani, Bresh e Cristiano De André, figure capaci di incarnare “lo spirito libero e poetico” del cantautore genovese.

Il ritorno del premio alla Magliana, avvenuto nel settembre 2024 dopo dieci anni all’Auditorium Parco della Musica, ha assunto un forte valore simbolico: un ritorno alle origini, nella piazza intitolata al poeta della canzone. Quell’edizione 2024 aveva visto premiati Santoianni (musica), Monica Pagnotta (poesia) e Mario Marasà (pittura), con Targhe Faber a Ron e Ariete.

Diverse le anime, comune la vocazione: tanto il Premio Arvalia quanto il Premio De André trasformano la cultura in un gesto comunitario. La piazza e il parco diventano luoghi in cui l’arte e la partecipazione si intrecciano con la quotidianità, restituendo ai cittadini il senso profondo di una comunità coesa. Così il Territorio Portuense scrive, anno dopo anno, una nuova narrazione collettiva: quella di un quadrante urbano di Roma che riscopre se stesso attraverso la cultura, la memoria e la forza delle proprie voci locali.

— Le iniziative sul territorio

Ma la cultura non vive soltanto nei grandi eventi celebrativi. Cresce anche nelle strade, nelle scuole e nei giardini di quartiere. Tra Corviale, Marconi e il Trullo, c’è un fitto intreccio di progetti dal basso che sta ridisegnando il modo in cui i cittadini incontrano l’arte, l’educazione e la memoria civile, trasformando luoghi quotidiani in spazi di creatività e partecipazione.

Le passiamo in una rapida rassegna. Tra le esperienze emblematiche spiccano le Gallerie d’Arte Urbana (GAU) di Corviale, giunte il 10 novembre 2024 alla loro ottava edizione. Per l’occasione il quartiere si è trasformato in una mostra a cielo aperto: le campane per la raccolta del vetro sono diventate tele, ognuna decorata da un artista, donando colore e significato a oggetti urbani di uso comune.

Attorno a queste opere si muove un intero ecosistema di rigenerazione urbana: laboratori di riuso creativo curati da Maria Carmella Milano all’Istituto Comprensivo Fratelli Cervi, attività didattiche sul riciclo in collaborazione con AMA (l’azienda ambientale di Roma), un laboratorio artistico con la Stamperia del Tevere e una serie di manifesti d’autore diffusi per le strade.

In programma vi sono stati anche spettacoli di circo contemporaneo nell’anfiteatro di Corviale e la realizzazione di un grande murale collettivo ad opera del collettivo di street art CKG sulle pareti intorno al “Serpentone”. Un’arte partecipata, insomma, che intreccia creatività, educazione ambientale e senso di comunità, coinvolgendo abitanti di tutte le età.

Sul fronte educativo, merita attenzione il progetto “Nati per Leggere”, avviato nel gennaio 2024 grazie al sostegno del Municipio XI per diffondere l’amore per i libri fin dalla prima infanzia. Trenta volontari – in gran parte educatrici dei nidi comunali – sono stati formati per animare letture ad alta voce nelle famiglie con bambini da 0 a 6 anni. Nelle biblioteche di Corviale e Marconi sono nati presìdi permanenti dedicati ai piccolissimi. Ogni nuova famiglia viene accolta con il dono di un libro: un gesto semplice che inaugura un’alleanza educativa tra genitori, scuole, biblioteche e pediatri, creando una rete attiva attorno ai bambini e alla crescita culturale del territorio.

La memoria civile trova voce, invece, in iniziative che rievocano episodi chiave della storia locale. Il 25 luglio 2023 la sezione ANPI del Trullo-Magliana ha riportato nel quartiere la tradizione della “Pastasciutta antifascista”, rievocando simbolicamente quanto avvenne il 25 luglio 1943 quando la famiglia Cervi offrì un piatto di pasta in piazza per festeggiare la caduta di Mussolini.

In via di San Raffaele, nell’area pedonale del Trullo, e negli orti urbani di via Palaia, un pranzo collettivo all’aperto con musica, letture e convivialità ha unito generazioni diverse nel segno della Resistenza, trasformando un ricordo storico in un’esperienza comunitaria festosa.

Infine, nel dicembre 2022, il Touring Club Italiano ha inserito il Municipio XI nel progetto nazionale “Musei diffusi”, valorizzando il patrimonio meno noto e fuori dai circuiti tradizionali della capitale. Grazie a questo progetto, i cittadini hanno potuto riscoprire una Roma “laterale” e sorprendente, attraverso visite guidate gratuite: dalle case colorate del Trullo alle rive del Tevere, fino alla chiesetta medievale di Santa Passera, gioiello nascosto della Magliana. Questi itinerari, animati da storici e volontari del Touring Club, hanno mostrato come anche la “periferia” custodisca tesori di storia e bellezza quotidiana.

— L’Estate Romana, il cinema e il teatro

Parlare di cinema e teatro significa parlare di Estate Romana e dei programmi di rigenerazione urbana che puntano a riportare cultura e socialità nelle periferie. Corviale, in particolare, è diventato un punto di riferimento per il cinema all’aperto, trasformando i suoi spazi in una piazza del cinema sotto le stelle.

Il 15 luglio 2024, davanti alla Biblioteca Renato Nicolini, è tornata per la seconda edizione l’arena estiva “Viva il Cinema!”. Per dieci serate consecutive, proiezioni gratuite all’aperto hanno creato una vera piazza culturale. Ogni film è stato accompagnato da incontri con registi, attori e sceneggiatori come Matteo Rovere, Antonio Rezza, Giovanni Veronesi e Francesco Bruni, creando un dialogo diretto tra chi il cinema lo fa e chi lo vive. In programma c’erano sia successi recenti come “Freaks Out” di Gabriele Mainetti, sia classici amatissimi come “Il Marchese del Grillo” di Mario Monicelli, in un equilibrio curato tra popolarità e qualità artistica. Le serate, seguite da un pubblico numeroso e curioso, hanno riportato la magia del grande schermo tra le case, restituendo alla comunità locale il gusto di ritrovarsi insieme di fronte a un film.

L’iniziativa, finanziata con i fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell’ambito dei Piani Urbani Integrati per le periferie, è stata realizzata da Zètema Progetto Cultura e dalla Fondazione Cinema per Roma, con il coordinamento dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale. Un investimento strategico per portare eventi di rilievo oltre il centro storico e offrire anche nei quartieri periferici programmazioni di alto livello. La formula, sperimentata nel 2023 con arene cinematografiche anche a Tor Bella Monaca e presso Santa Maria della Pietà, si è così consolidata: la conferma dell’arena di Corviale nel 2024 sancisce questo quartiere come un polo stabile dell’offerta estiva romana. Non a caso la biblioteca dove si svolge l’evento è intitolata a Renato Nicolini, l’ideatore dell’Estate Romana negli anni ‘70: quasi un passaggio di testimone ideale, con la cultura che torna ad animare le notti d’estate tra le architetture popolari.

Sul versante teatrale, nel luglio 2023 è stato siglato un importante protocollo d’intesa tra il Municipio XI e il Teatro India, la storica sede distaccata del Teatro di Roma. L’accordo, pensato per rafforzare il legame tra l’istituzione teatrale e il territorio, prevede agevolazioni sui biglietti per gli studenti delle scuole locali, progetti teatrali con gli istituti scolastici e l’utilizzo degli spazi del Teatro India per eventi promossi dal Municipio. L’obiettivo dichiarato è rendere il Teatro India sempre più aperto e radicato nella vita culturale dei quartieri portuensi, affinché il teatro non sia percepito come lontano, ma come una risorsa quotidiana e accessibile.

Un anno prima, nel marzo 2023, il Municipio aveva reso omaggio a Mario Brega, icona del cinema popolare romano, in occasione del centenario della sua nascita. Una targa commemorativa è stata collocata al civico 18 di via Oderisi da Gubbio, nel quartiere Marconi, dove l’attore visse per molti anni.

Alla cerimonia di scopertura della targa erano presenti il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente del Municipio Gianluca Lanzi e il regista Carlo Verdone – che con Brega formò una coppia indimenticabile in film cult – oltre a tanti residenti.

L’iniziativa, nata su proposta di un abitante del quartiere, testimonia come la memoria cinematografica sia ancora viva nell’immaginario popolare: le battute di Brega nei film di Verdone (dalla celebre “Sta mano po’ esse fero e po’ esse piuma” di Bianco, rosso e Verdone alle scene esilaranti di Un sacco bello) riecheggiano ancora nel lessico romano quotidiano. Ricordarlo nel luogo dove ha vissuto significa quindi dare un senso di comunità al quartiere, riscoprendo le radici culturali locali attraverso i volti amati del cinema.

— Le celebrazioni del Civico Giusto

La memoria ha trovato un nuovo modo di abitare lo spazio urbano: si è fatta indirizzo, numero civico, voce.

Con il progetto “Il Civico Giusto”, infatti, la storia esce dagli archivi e si radica nei luoghi della vita quotidiana. Piccole targhe fissate ai portoni raccontano episodi di coraggio e solidarietà avvenuti durante l’occupazione nazifascista di Roma, proprio in quegli stessi luoghi. Ogni targa, grazie a un codice QR, permette di ascoltare con il proprio telefono le voci narranti che restituiscono le scelte di chi, in tempi bui, difese la libertà rischiando in prima persona.

Il 3 giugno 2025, al Trullo, in largo Giuseppe Testa, è stato inaugurato un nuovo “civico giusto” dedicato al partigiano Giuseppe Testa, medaglia d’oro al Valor militare.

Attraverso lo smartphone, i passanti possono ascoltare la sua storia narrata dalla voce dell’attore Filippo Nigro: il racconto di un uomo che durante l’occupazione aiutò soldati alleati nascosti e giovani renitenti alla leva della Repubblica Sociale Italiana, pagando poi con la vita la sua scelta di resistenza.

L’inaugurazione di questa targa è stata accompagnata da un coinvolgimento attivo delle scuole del quartiere, con laboratori didattici sulla memoria e presentazioni pubbliche degli studenti: la storia di Giuseppe Testa è così divenuta parte di un percorso educativo di cittadinanza attiva, trasmesso alle nuove generazioni proprio nei luoghi in cui si svolse.

Qualche mese prima, il 12 marzo 2025, un’altra targa era comparsa sulla facciata della sede municipale di Villa Bonelli, in via Camillo Montalcini 1. Dedicata a Michelangelo Bonelli – ingegnere, agronomo e proprietario della villa negli anni ‘40 – e a Ulderico Lispi – un giovane fabbro perseguitato dal regime per le sue idee libertarie –, la targa ricorda il gesto di chi scelse di offrire rifugio a un ricercato in pericolo.

In quella villa, Bonelli diede lavoro e alloggio a Lispi, salvandolo dalle ritorsioni fasciste. Anche qui, tramite QR code, è possibile accedere a una ricostruzione storica con immagini d’archivio e voce narrante: quella dell’attore Pietro Sermonti, che racconta la vicenda toccante di solidarietà civile. All’inaugurazione erano presenti i familiari di Lispi e numerosi studenti dell’Istituto Comprensivo Piero Terracina e di altre scuole del territorio, che hanno approfondito la storia in classe e l’hanno restituita alla comunità con letture e riflessioni.

Questi appuntamenti si inseriscono in un percorso più ampio, inaugurato simbolicamente il 6 marzo 2025, in occasione della Giornata Europea dei Giusti, proprio nella sede municipale di Villa Bonelli. In quella giornata l’associazione promotrice Roma BPA (Roma Best Practices Award) ha presentato le nuove installazioni del progetto “Il Civico Giusto” e ha reso accessibili, attraverso pannelli e codici digitali, altre storie di coraggio civile: frammenti di una Roma che resisteva all’occupazione, ora a portata di smartphone e consultabili da tutti. Si è così creata una sorta di museo diffuso della memoria antifascista nel territorio municipale.

Il “Civico Giusto” disegna dunque una mappa diffusa della memoria, che unisce idealmente Villa Bonelli e il Trullo, le scuole e le piazze, attraverso i nomi e le voci di chi, negli anni più oscuri, scelse la solidarietà quando essa era più rischiosa.

La memoria storica diventa pubblica, prossima, condivisa: non più confinata sui libri o nelle ricorrenze formali, ma incisa nei muri della città, a disposizione di chiunque passi. È un esercizio di cittadinanza viva, che invita ognuno a raccogliere il testimone di quei “Giusti quotidiani”, custodendo il loro esempio nel presente dei quartieri.