Il recupero della ex fabbrica Mira-Lanza è una storia lunghissima di progetti naufragati, occupazioni, sgomberi e incendi.

L’11 gennaio 2022, poco prima dell’una del pomeriggio, prendono fuoco alcuni giacigli e si alza una densa colonna di fumo nero. Intervengono i pompieri e fortunatamente non ci sono né feriti né intossicati.

Le cronache parlano di incendi e fattacci almeno dal 2014: un grande sgombero di occupanti abusivi avviene nell’aprile 2014, seguito da un devastante incendio. Nel maggio 2018 c’è un nuovo sgombero: l’indomani i sigilli vengono rotti e l’ex-fabbrica ritorna occupata. Nel dicembre 2018 in un nuovo incendio un uomo rimane intossicato. Nel gennaio 2019 un’operazione anti-droga porta a numerosi arresti.

Per il recupero dell’area si sono succedute nel tempo almeno tre diverse progettualità. La più antica risale all’amministrazione Rutelli (1999) e si inquadra nel Progetto urbano Ostiense-Marconi, realizzato solo in parte. Alcuni corpi di fabbrica vengono effettivamente ristrutturati e diventano il Teatro India, sede secondaria del Teatro di Roma. Il resto del progetto, però, rimane sulla carta: fallisce il progetto di realizzare ui terreni liberi la Casa dello Studente, mentre i due fabbricati destinati rispettivamente all’Accademia di arte drammatica Silvio D’Amico e alla realizzazione di un asilo non vedranno un seguito.

Una seconda progettualità (2003) aggiorna il Progetto urbano Ostiense-Marconi e include i fabbricati Mira-Lanza nella convenzione urbanistica “Parco Papareschi”. A margine dell’area vengono realizzati un parcheggio interrato, la passerella pedonale di via Tirone e prendono forma i progetti privati per strutture alberghiere e uffici.

Per la realizzazione del parco si rendono disponibili gli oneri a scomputo della vicina urbanizzazione Romana Docks, sulla sponda opposta del fiume. La progettazione partecipata di quartiere, con molto lavoro e buone intuizioni, porta alla conferenza dei servizi. E lì tutto si arena, di fronte alla notizia che i primi carotaggi sul suolo hanno rivelato un forte inquinamento del terreno, che richiede una costosa bonifica.

L’ultima progettualità in ordine di tempo risale all’amministrazione Raggi (2020) e si inquadra nel bando internazionale Reinventing Cities, promosso dal C40, la rete delle capitali mondiali. Il bando ha la finalità di recuperare aree abbandonate, in un’ottica di trasformazione urbana in collaborazione tra pubblico e privato. Nel maggio 2020 arrivano le prime manifestazioni di interesse. Era prevista a luglio l’analisi delle proposte, a dicembre la loro presentazione e nel febbraio 2021 l’insediamento della giuria per la selezione dei vincitori. Dopo una proroga al settembre 2021, sembra essere tutto fermo.

Per risolvere questo garbuglio occorrerà fantasia.