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Sabato scorso il Sindaco Raggi aveva firmato l’ordinanza “Scuole calde”: termosifoni accesi 24 ore prima del rintocco della campanella, per assicurare ai piccoli e ai ragazzi un ritorno sui banchi al riparo dal gelo di questi giorni. Ma qualcosa è andato storto, e stamattina in molti istituti romani i termosifoni erano spenti o le aule ancora ghiacciate.

Al Liceo Malpighi di Bravetta gli studenti sono stati rimandati a casa. “Un blocco della caldaia causato dalle temperature rigide ha provocato la mancanza di riscaldamento nell’intero Istituto – sedi Malpighi e Ceccherelli – e la conseguente sospensione dell’attività didattica alle ore 9”, ha prontamente informato il sito internet dell’Istituto. “Ripristinato ora il funzionamento dell’impianto, le lezioni riprenderanno regolarmente domani, martedì 10 gennaio”.

Marco Palma, vicepresidente del Consiglio municipale, segnala in mattinata disagi alla scuola di Ponte Galeria: “Presso la Fratelli Cervi i termosifoni non sarebbero stati attivati”. E dalla sua pagina Facebook il consigliere Valerio Garipoli (FdI) segnala difficoltà al Nido Il Ciclamino al Portuense: riscaldamenti funzionanti ma bimbi in classe col cappotto, al punto che qualche genitore li ha portati via. Il problema sarebbe stato risolto in giornata. Secondo i social difficoltà ci sarebbero state anche al Liceo Keplero (plesso di via delle Vigne) a causa di condutture ghiacciate. Poco più lontano, alla Materna Principe di Piemonte di San Paolo, l’impianto elettrico sarebbe andato in tilt.

Dal Campidoglio intanto si minimizza. In una nota spiegano che su 1124 impianti termici, solo 62 sarebbero incorsi in malfunzionamenti o mancati avvii, cioè il 5% del totale. Su una ventina di impianti si è già intervenuti, i restanti sono in fase di risoluzione.

Cifre assai diverse da quelle dell’Associazione nazionale dei Dirigenti scolastici, che parla di problemi nel 30% degli istituti romani, e invita i genitori a vestire i piccoli con abiti pesanti. In questa percentuale rientrano però anche gli edifici “ancora freddi” perché i riscaldamenti si sono accesi soltanto oggi. Troppo poche le 48 ore del week-end tra l’ordinanza del Sindaco e il riavvio delle lezioni: per attivare una caldaia fuori dagli orari programmati occorre infatti l’invio di un tecnico, e i tempi di reazione sono stati diversi tra municipio e municipio. Senza contare i problemi strutturali, che vengono da lontano: alcuni impianti sono obsoleti, e gli edifici presentano deficit di isolamento e coibentazione.

E il consigliere Palma chiede di conoscere i “dati locali” del problema: “Chiederò un report urgente all’Ufficio tecnico poiché questo è intollerabile, anche per poter individuare le responsabilità”. C’è “uno scollamento – prosegue – tra quello che si decide, in terribile ritardo, da parte del Sindaco, e le diverse realtà dei plessi scolastici sparsi sull’intero territorio cittadino”.

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