La Prigione del Popolo è una base delle Brigate Rosse, in uso fra il 1975 e il 1978, legata alla tragica memoria del Sequestro Moro. Si tratta di un appartamento con garage al pianterreno di via Montalcini, 8. Viene preso in affitto da Anna Laura Brachetti, convivente con Prospero Gallinari, conosciuto come ingegner Altobelli. La vicenda inizia il 16 marzo 1978, quando un commando delle Brigate Rosse rapisce lo statista Aldo Moro in via Fani. Seguono 55 giorni di dura prigionia, in cui Moro scrive 86 lettere, nelle quali implora di trattare con le BR e fornisce agli investigatori elementi per liberarlo: «Mi trovo sotto un dominio pieno e incontrollato», scrive, indicando di trovarsi al pianterreno di un condominio affollato e non ancora perquisito. Il rapimento lacera il Paese: PCI e maggioranza DC sono per la fermezza, PSI e minoranza DC per la trattativa. Il 9 maggio il corpo senza vita di Moro viene ritrovato in via Caetani. Nella «Prigione del Popolo» si alternano altri due carcerieri, Valerio Morucci e Germano Maccari, simulando una normalità di relazioni sociali e familiari. Sei processi non hanno restituito, ancora oggi, una verità definitiva sul Caso Moro.

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