Nel gennaio 1474 arriva alla Magliana il cardinal Giovan Battista Cybo, nella veste ufficiale di commendatario di Santa Cecilia. Cybo sa essere un castellano discreto: permette al conte Girolamo di utilizzare la Magliana a piacimento e tiene le cose in buon ordine, per accogliere le frequenti visite del pontefice.

Sisto IV sarà in effetti il primo papa a frequentare assiduamente la Magliana. Non esiste ancora la residenza di Castel Gandolfo e il Fundus Manlianus è lontano quanto basta dall’ufficialità della Corte vaticana, per riposare e raccogliersi in solitaria preghiera e meditazione.

Eppure, uno che la Corte papale la conosce bene, il cronista Stefano Infessura, nel suo Diario privato sostiene che le ragioni che portano Papa Sisto alla Magliana sono assai diverse. Papa Sisto riunisce alla Magliana i suoi numerosi e giovani amanti, facendo della Magliana la villa della lussuria.

L’Infessura non ha peli sulla lingua: “Per quale motivo, se non la sodomia, Papa Sisto predilesse il conte Gerolamo? E suo fratello Pietro? Lo mormora il popolo, i fatti riscontrano!”. E aggiunge: “E cosa non fa ai servitori di camera!”. Tra tutti poi, avrebbe un debole per il figlio del barbiere. Li risarcisce “a suon di ducati, o elevandoli al rango di vescovi o cardinali”.

Nepotismo e maldicenze a parte, Sisto è il papa che trascina l’Urbe fuori dal livore medievale, con la forza del rinnovamento urbanistico: la renovatio Urbis. Papa Sisto è affiancato da frotte di umanisti: primo tra tutti il bibliotecario Platina; e poi il musico Josquin Des Prèz, il pittore Melozzo da Forlì, lo scienziato Regiomontano. Assolda una truppa di pittori per abbellire la Cappella Sistina: Perugino, Pinturicchio, Ghirlandaio, Mino da Fiesole e Sandro Botticelli.

Papa Sisto porta il nepotismo a un livello superiore, designando addirittura il suo successore: suo nipote Giuliano Della Rovere. E a lui comincia a delegare importanti compiti di politica estera, tutti con la medesima regola d’ingaggio: quando la diplomazia fallisce, usare gli eserciti. In ricompensa Giuliano ne ottiene ben otto rendite vescovili.


(aggiornato il 28 Luglio 2021)


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