Poco più avanti, in cima a Montecucco, abita l’anziano Guido Baccelli (1830-1916), insigne medico e ministro del Regno d’Italia, autore di lungimiranti riforme. La sua scelta di trasferirsi alla Magliana è curiosa: come medico e uomo politico ha dedicato la vita alla lotta antimalarica e alla bonifica dell’Agro romano; terminata la carriera pubblica, in una porzione di Agro è venuto anche ad abitarci.

L’edificazione della borgata rurale Magliana intanto va avanti, con buon ritmo: nel dicembre 1911 la marchesa Elisa Pino-Lecce ottiene il permesso per costruire cinque fabbricati in più, le stalle e i forni, oltre a un mutuo agrario di lire 320.000, che corrispondono a poco meno di 1,3 milioni di euro di oggi. Si aggiungeranno in seguito altri edifici, come la condotta medica, la stazione dei Carabinieri e la scuola intitolata al poeta Giovanni Pascoli, in un edificio preesistente. Viene ristrutturata, per la famiglia Pino-Lecce, un’antica torre semaforica quadrangolare, inglobata in un villino dalle graziose architetture novecentesche e grandi finestre vetrate, che già preannunciano lo stile liberty.

E alla Magliana arriva anche la prima fabbrica: l’IPS, l’Industria Prodotti Siderurgici. La sua nascita, come vedremo a breve, non è il frutto di una pianificazione ma arriva a seguito di una concatenazione di disastri.