Marconi è la prima delle sette zone urbanistiche del Municipio XI, di cui costituisce la parte più vicina al Centro storico. Il primo popolamento avviene in Epoca Repubblicana, tra il Porto fluviale e la Via Campana, quando i ceti popolari dell’Urbe si riversano nella fascia extra-urbana del Trans Tiberim e degli Horti Cæsaris. In epoca medievale sono attestate comunità stabili già dall’Anno Mille, tra il pozzo di San Pantaleo e i Prata Papi, il latifondo agrario della famiglia Papareschi. La Ferrovia e il Ponte di ferro (1859) segnano il passaggio alla modernità, accompagnato dalle grandi fabbriche novecentesche quali la Mira Lanza e i Molini Biondi. Il Piano Regolatore del 1931 avvia l’area alla destinazione residenziale, realizzata in forme intensive nel decennio 1955-1965.

 

 

  1. — Nome, confini, definizioni

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — Dalle origini all’Età arcaica: i muri lungo il Tevere

 

In aggiornamento.

 

Con il nome Murature di viale Marconi si indicano alcuni resti di opere murarie di epoca romana, siti a viale Marconi ma non visibili al pubblico perché interrati. Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico. Presso la Soprintendenza Archeologica di Roma, che ha studiato il sito, è disponibile per gli studiosi una scheda inventariale.

La Necropoli di viale Marconi è un’area cimiteriale di epoca romana, rinvenuta lungo viale Marconi e oggi non visibile al pubblico perché interrata. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (la scheda inventariale è disponibile presso l’Ente per gli studiosi). Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico.

La Necropoli di via Blaserna è un sito necropolare di epoca romana, sito nella via omonima a Marconi. Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (scheda inventariale presso l’Ente).

Le Murature alla Casa ebraica sono una struttura muraria di età arcaica, sita in via Portuense, angolo via Q. Majorana, a Marconi. Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada (è al di sotto del piano stradale). È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (documentazione: presso l’Ente).

 

 

  1. — L’Età Repubblicana: il Trans Tiberim

 

In aggiornamento.

 

Il primo popolamento risale alla fine dell’Epoca repubblicana (Horti di Cesare) e all’inizio dell’Impero (Via Portuensis, Villa di Pietra Papa), quando i ceti sociali più deboli di Roma – ma economicamente più vitali: artigiani, portuali, liberti, stranieri – si insediano nella fascia extra-urbana a ridosso del Trans Tiberim.

 

 

  1. — L’Età imperiale: lungo la Via Portuensis

 

In aggiornamento.

 

Vi è, nell’area di Marconi, un sito archeologico in corso di studio da parte della Sovrintendenza: i Drenaggi di via Biolchini, venuti alla luce durante la realizzazione di un supermercato. I Drenaggi di via Biolchini sono un’opera idraulica, sita nella via omonima a Marconi. Per quanto noto, la proprietà è privata e di interesse archeologico; non è visitabile, non è visibile da strada. È stata studiata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma (documentazione: presso l’Ente).

 

 

  1. — Medioevo: i prati dei Papareschi

 

In aggiornamento.

 

In epoca medievale le fonti attestano il ripopolamento agrario già dall’Anno Mille, e la presenza di una cisterna (pozzo) e di una chiesina (dedicata a San Pantaleone) nei pressi dell’attuale via Quirino Majorana, da cui deriva il toponimo antico di Pozzo Pantaleo. Altro toponimo medievale è Prata Papi, ovvero prati (vasti campi incolti) della famiglia trasteverina dei Papareschi. Il toponimo, corrotto in Pietra Papa, sopravvive ancora oggi.

 

 

  1. — Rinascimento e Decadenza: il cimitero ebraico

 

In aggiornamento.

 

Si ha notizia di un Cimitero catacombale ebraico, che si trovava, grossomodo, alle spalle dell’odierna via Oderisi da Gubbio, noto già dal Seicento. Esso risulterebbe franato nel 1864, e da allora perduto.

 

 

  1. — Il Primo Ottocento: le vigne di Pietra Papa

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — L’epopea ferroviaria e le piccole fabbriche

 

In aggiornamento.

 

La storia moderna dell’area data al 1859, quando Papa Pio IX inaugura il Ponte di Ferro e la Ferrovia Roma-Civitavecchia. Con la costituzione dello Stato unitario nell’area si insediano piccole attività, che ad inizio Novecento lasciano il posto a grandi stabilimenti produttivi (Mira Lanza, Molini Biondi, Società anonima Oliere, Società Anglo-Romana Illuminazione).

 

 

  1. — Dalle grandi fabbriche all’edificazione intensiva

 

Nel 1915 una piena del Tevere rompe gli argini e invade la Società Anglo-Romana. Forse in memoria di questo episodio il Piano Regolatore del 1931 dispone il reinterro della Piana fino a quota d’argine, e apre per il quartiere una diversa destinazione d’uso, quella residenziale.

Il quartiere attuale prende il nome dallo scienziato italiano Gugliemo Marconi. Si articola lungo un tridente stradale originato sul piazzale della Radio, composto da viale Marconi al centro e da via Oderisi da Gubbio e il Lungotere ai lati. Nel Dopoguerra l’impianto viario si completa con la realizzazione del ponte sul Tevere (Ponte Marconi) e la prosecuzione di viale Marconi verso l’EUR.

L’edificazione in forme intensive, con grandi caseggiati alti 8 piani, si compie nel giro di 20 anni. Nel 1965, scrive Nicoletta Campanella, «non c’è più un metro quadro libero». «Le zone dedicate al verde pubblico sono del tutto inesistenti. Il più grande problema è lo smaltimento del traffico, che, oltre a quello locale, comprende anche quello della vasta zona commerciale che si è venuta a mano a mano allargando. Così il quartiere Marconi, sorto sotto la spinta speculativa, è arrivato ad una densità edilizia di 1300 abitanti per ettaro».

I confini urbanistici sono dati dal tracciato ferroviario della Roma-Pisa a nord e a ovest, e dal corso del Tevere, a sud e a est. L’Area comprende, oltre alla Piana di Pietra Papa, anche un lembo collinare, lungo l’asse di via Quirino Majorana, chiamata Nuovo Trastevere.

Vi sono due chiese parrocchiali: Gesù Divino Lavoratore e Santi Aquila e Priscilla. I dati comunali al 31 dicembre 2008 indicano una popolazione residente di 35.111 abitanti.

 

 

  1. — Il tempo presente

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — Toponimi e popolamento

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — Marconi futura

 

Tra le opere moderne ci riproponiamo, non appena possibile, di realizzare una scheda sulla Sinagoga e la Chiesa evangelica.

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È il curatore di questo portale. Fa di tutto un po’: scrive, mette on line e cerca nuove idee.