Se vediamo due mani che si stringono l’un l’altra avvertiamo una sensazione di tenerezza, di un’affettività manifestata in un contatto semplice, non necessariamente deviato come i media vogliono sempre farci credere: le mani si stringono anche per sostenere, per aiutare.

Difficile pensare che in un mondo-quartiere-agglomerato impacchettato di 7000 famiglie come Magliana possa esistere una mano che sostiene, perché troppi sono quelli da sostenere e forse troppo pochi lo permettono. E soprattutto pochissimi lo fanno senza pubblicarne il post su FB, twitterandolo su Instagram o nel gruppo wzp. In queste prossime righe e quelle del futuro si cercherà di raccontare ciò che esiste a “Majana”, che viene sostenuto, ciò che si potrebbe sostenere, le persone che aiutano e quelle aiutate.

Perché ciò che ci dà speranza e ci fa commuovere dentro è sapere che qualcuno vicino a te, sul pianerottolo di casa o nell’associazione di volontariato-culturale-parrocchia-centro di aggregazione, spende del tempo per gli altri. Per te. O che il tuo tempo ben speso sta alimentando nel modo corretto una fiamma sana, priva di egoismi, violenza o cattiveria: “tanto poi vince solo la violenza”… Solidarietà: rapporto di comunanza tra i membri di una collettività, pronti a collaborare tra loro e ad assistersi a vicenda.

Con questo post iniziamo un viaggio nelle realtà che si occupano di aspetti sociali a Magliana: disabili, tossicodipendenza, giovani, razze, stili. Per conoscere e per avere speranza.

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