Nel 1956 il vecchio Michelangelo Bonelli, ormai 87enne, è intenzionato a cogliere l’ultima rosa del suo giardino, prima che arrivi l’inverno della vita. Convoca l’amico architetto Clemente Busiri-Vici e gli commissiona la costruzione di una villa da sogno, in via di Vigna Due Torri, sul modello delle ville hollywoodiane.

L’edificio – composto di tre corpi di fabbrica disposti intorno a un grande atrio con cupola alla moresca –, è circondato da un bosco mediterraneo a nord, e un palmeto a sud, con una grande piscina.

È una villa strana, che appare perfino sinistra: per ragioni sconosciute Bonelli se ne disfa rapidamente. La nuova proprietaria, la principessa Soraya di Persia (1932-2001), sarà perseguitata dalla malasorte.

Soraya è una giovane donna dalla bellezza struggente, nata nel 1932 da un diplomatico itariano e dalla tedesca Eva Klein.

I rotocalchi hanno raccontato il suo matrimonio da favola con lo scià Mohammad Reza-Pahlavi, avvolta in un leggendario abito di Christian Dior. È il 12 febbraio 1951, Soraya ha appena 17 anni.

Il matrimonio, seppur combinato, sfocia in una passione sincera. Lo scià le è devoto, e Soraya nasconde la difficoltà ad adattarsi al suo nuovo mondo, in cui tradizioni secolari a volte stridono con i costumi europei. Fino alla terribile scoperta: Soraya è sterile e non può dargli un erede al trono. Con la morte nel cuore la ripudia. È il 6 aprile 1958.

Il dolore di Soraya è immenso. Soraya trascorre l’esilio tra Parigi e Roma, trasformando la villa di Busiri-Vici nel ritrovo mondano del jet set internazionale. Le feste notturne si susseguono vorticose. Ospite fisso è l’attore Alberto Sordi (1920-2003). Sordi ama a tal punto le architetture di Villa Soraya che decide di acquistare per sé un’altra dimora ralizzata da Busiri-Vici, la celebre casa con parco affacciata sulle Terme di Caracalla, oggi Casa-museo Alberto Sordi.

Altro ospite fisso è il principe Raimondo Orsini. Soraya se ne innamora e i rotocalchi danno per imminente il matrimonio. Poi succede l’imprevisto, la sfortuna colpisce di nuovo: un inserviente vede Soraya prostrata a terra, mentre prega Allah. A quel punto l’autorità ecclesiastica vieta le nozze, accusandola di una conversione insincera.

Soraya si getta a copofitto nel sogno giovanile della recitazione. Nel 1964 Alberto Sordi è al suo fianco, come coprotagonista, sul set del film “I tre volti”. Qui Soraya conosce il regista Franco Indovina, di cui si innamora. E la sfortuna torna a infierire: l’uomo muore tragicamente, in un incidente aereo.

La princesse aux yeux tristes, la “principessa dagli occhi tristi”, si spegnerà poco a poco, divorata dal male oscuro.