Un altro progetto di mobilità che attende di essere realizzato è la Funivia del Tevere

È un trasporto pubblico sospeso su funi, simile alle teleferiche o alle cabinovie alpine ma destinato a congiungere due quartieri romani posti a quote altimetri che diverse: la Magliana nuova in basso e l’Eur più in alto. Il progetto iniziale del 2007 prevede 32 cabine ammorsate a un cavo d’acciaio, teso tra la stazione mo trice Eur-Magliana e stazione di rinvio Magliana nuova. Rispetto all’argine del T    e, indicato come quota 0, la stazione dell’Eur si trova a quota +17, mentre la stazione dei reinvio è a quota -5. Il percorso sospeso ha una proiezione di 650

met

percorribili in un paio di minuti alla velocità di 21 chilometri orari.

Il progetto viene accantonato nel 2012, per ritornare di attualità nel 2014, con un progetto aggiornato con capacità di trasporto da 2200 passeggeri l’ora. La sindaca Raggi nel 2017 ha proposto di ampliare la percorrenza con due nuove tratte: la prima si arrampica dopo la stazione Eur-Magliana, fino a raggiungere il cuore monumentale dell’Eur; l’altra tratta, nel senso opposto, da Magliana nuova sorvola il quartiere fino alla stazione FM1 Villa Bonelli.

Da marzo 2019 la maxi-funivia Eur Magliana-Villa Bonelli è inserita nel Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile. Il Pums è un documento di indi rizzo politico, cioè una strada da percorrere, per disegnare la città futura

Nello stesso documento si parla anche dello Switch D2, un ramo della linea D che da via Fermi (Marconi) passa sotto la via Portuense, con fermate a Vigna Pia, via Ramazzini, largo La Loggia, Trullo, Casetta Mattei e oltre, fino al Corviale.

Abbiamo voluto raccontare questi quattro progetti di una Magliana futuribile

– stadio, ponte, metro, funivia – perché hanno tutti una matrice comune: si pre figgono l’obiettivo di oltrepassare l’argine, abbattere quella frontiera percepita dal quartiere come un confine invalicabile.

Tutti i quartieri di Roma hanno un’anima.

Forse, la chiave da girare per comprendere a pieno le aspirazioni e i bisogni della Magliana, risiede proprio nella sua collocazione geografica e metaforica, sem pre al di sotto di qualcos’altro. La Magliana è sotto la quota del Tevere, cui gli antichi romani tributavano sacrifici umani; è sotto il colmo dell’argine contro cui si è infranto il sogno agrario del vecchio Michelangelo Bonelli. Gli abitanti del quartiere, in tempi recenti, hanno vissuto sotto sfratto, sotto il giogo della banda, sotto botta di eroina. Persino Aldo Moro, durante la prigionia, scrive di trovarsi sotto un dominio pieno e incontrollato. Oggi, viviamo sotto quarantena e qualcuno, purtroppo, anche sotto cura.

Spesso con la paura di rimanere travolti da un fattaccio, ma con l’intima speran za di potercela fare. La storia della Magliana è una storia sospesa tra fattacci e speranze, con un “sotto” dove ci si ritrova dopo un’onda di piena, e un “sopra” verso cui riemergere

C’è una cifra costante nella storia della Magliana: l’indole dei suoi abitanti, a volte sconfitti ma mai sottomessi. Mai rassegnati, sempre caparbi e persino fantasiosi nelle istanze, sempre convinti di meritare un posto al sole. Questo posto, ne siamo certi, è proprio lì. Dietro l’argine.