L’apertura al traffico della ferrata Porta Portese-Civitavecchia avviene il 16 aprile 1859.

Ci sono però ancora dei problemi sull’ultima tratta e si decide di far partire il viaggio inaugurale dalla stazioncina di Santa Passera. La cerimonia si tiene alle 8 e mezza del mattino, con una folla festante accorsa per assistere alla benedizione papale.

Ma a sorpresa manca proprio lui, il papa-ferroviere. Pare che all’ultimo momento Pio IX non si sia fidato a partire per primo – fidarsi della modernità è bene, ma non troppo! – e abbia mandato a impartire la benedizione monsignor Tizzani.

Subito dopo è intonato un Te Deum di ringraziamento, che viene ripetuto più volte, per quasi cinque ore. Pare infatti che la locomotiva San Michele, appena benedetta, si rifiuti di partire. C’è grande ansia tra gli ingegneri. Solo alle 12:50 la locomotiva sbuffante inizia il suo viaggio verso il mare.

E alle 20:15 il treno ritorna, fortunatamente senza altri imprevisti, alla chiesina di Santa Passera.

Il viaggio in treno, comprese le fermate alle stazioni, dura due ore e 30 minuti. Per lo stesso percorso la diligenza a cavalli ne impiega otto. Il biglietto di terza classe costa 85 centesimi di scudo, la metà di una diligenza. Per andare e tornare in giornata è sufficiente il passaporto; per rimanere fuori la notte, invece, occorre un’autorizzazione di polizia.

Papa Pio si fa anche costruire un treno personale con tre carrozze, una con salotto e trono; un’altra con una cappella mobile; la terza con una loggia per le benedizioni. Lo vediamo oggi esposto al Museo Centrale Montemartini.

Col tempo, nel popolino della Magliana, la presenza della ferrovia – che come una lama taglia in due la contrada – diventa una presenza familiare, parte della Magliana stessa. E inevitabilmente, la ferrovia porta con sé anche l’idea di un altrove: con la città di Roma che precede e il mare che segue. La Magliana prende coscienza delle sue coordinate spaziali, come punto mediano tra Roma e il mare. Forse è con la prima corsa del treno, che la Magliana si accorge di esistere.