Intanto alla Magliana viene realizzata una grande infrastruttura, il viadotto della Magliana (ponte dello Sheraton): 1,7 chilometri di sopraelevata tra ponte della Magliana e via Cristoforo Colombo.

Il 12 settembre 1984, sul viadotto, avviene una tragedia: il bus 293 casca di Muoiono sul colpo l’autista e quattro passeggeri. La Repubblica raccoglie le prime informazioni. L’autista Luciano di Pietro è un 36enne esperto e guida un Inbus 210 nuovo. “Niente brusche scosse, nessuna frenata premonitrice. Il 293 scivola lentamente a destra”. Poi alle 16:24 lo sfondamento del guardrail e il salto nel vuoto. Lo schianto avviene dieci metri più in basso, sulla golena del Tevere, con a bordo 38 passeggeri. Un ortolano è tra i primi soccorritori: “Ho sentito un grande tonfo. Poi le urla. Li ho portati fuori in condizioni inimmagi nabili”. Vengono identificati i corpi di due pensionati ma tra le vittime ci sono anche due giovanissimi, senza documenti.

Alla Magliana lo strazio è corale. Nelle famiglie si conta chi non è rincasato, in un disperato contrappello. Le madri si incamminano a piedi e riconoscono i due 14enni di viale Vicopisano. Andrea e Domenico, amici per la pelle, non saranno mai dimenticati.