Il progetto di far passare un tram sulla Circonvallazione Gianicolense, viale Trastevere, e di lì fino al Centro storico, risale al lontano 1965. Ma è solo negli Anni Novanta, con il sindaco Rutelli, che si aprono i cantieri.

Il progetto si compone di due tratte, con cardine su Stazione Trastevere. La prima tratta, piuttosto semplice da realizzare, percorre per intero la Circonvallazione Gianicolense, dal Casaletto fino alla Stazione Trastevere. La seconda tratta, da Stazione Trastevere, percorre tutto viale Trastevere e supera il Tevere a Ponte Garibaldi, attestando il capolinea a largo di Torre Argentina.

Rutelli mette in cantiere le prime due tratte, elaborando anche il progetto di una terza tratta, decisamente più ambiziosa e da realizzarsi in futuro: da Torre Argentina fino a piazza Venezia, e di lì lungo via Nazionale fin dentro la Stazione Termini.

I lavori sulla prima tratta procedono spediti e, una dopo l’altra, vengono realizzati il capolinea del Casaletto e le prime sei stazioni in banchina: Trastevere, Ponte Bianco, San Camillo, Ravizza, San Giovanni di Dio e Colli Portuensi.

Nella seconda tratta vengono posati i nuovi binari sulla carreggiata centrale di viale Trastevere fino a piazza Belli, e, superando ponte Garibaldi, i binari riprendono su via Arenula fino a largo Argentina. In questa tratta le fermate sono sette: Pascarella, Ippolito Nievo, Bernardino da Feltre, Ministero della Pubblica Istruzione, Mastai, Belli, Ministero della Giustizia, con il capolinea a Torre Argentina.

Il 21 marzo 1998 entrambe le tratte sono collaudate e il 23 marzo avviene l’apertura al traffico tranviario. La nuova linea è contrassegnata con il numero 8.

Con l’attivazione del tram, tutte le linee bus che in precedenza passavano su viale Trastevere, si incanalano ora su altri percorsi.

Il 780 e il 170, ad esempio, vengono deviati su lungotevere Testaccio e poi su lungotevere Aventino. Con l’occasione il 170 viene potenziato con l’entrata in esercizio dei nuovi bus “doppi”, lunghi 18 metri. Anche il 719 viene incanalato su Ponte Testaccio, attestando il capolinea su piazzale dei Partigiani, a Ostiense.

Queste percorrenze sono invariate ancora oggi.

Vale la pena ricordare che in questo periodo anche alcune linee del quadrante ovest cambiano percorrenza: 808 e 889 vengono prolungati fino al Casaletto; il 31 viene deviato su viale Newton e il 44 viene prolungato fino al nuovo capolinea di via Montalcini, a Villa Bonelli.

Nel 1998 intanto vengono posati dei binari su viale Induno, per permettere al tram 8, una volta completato il turno, di incanalarsi sul semi-anello dei tram e tornare al deposito.

Da questa percorrenza viene creata una nuova linea tranviaria, la Linea 3, la cui prima corsa risale al 3 aprile 2000, con capolinea iniziale a Stazione Trastevere e attestamento finale, dopo aver percorso per intero il semi-anello, a Villa Borghese.

La nuova linea tuttavia evidenzia da subito alcuni problemi funzionali e nel 2005 viene sospesa. Nel frattempo iniziano dei lavori di adattamento dei binari, tra via Induno e il semi-anello, con la creazione di nuove stazioni in banchina. Per completare i lavori ci vorranno 11 anni: le corse del 3 sono riprese l’8 agosto 2016.

Andiamo ancora avanti nel tempo. La terza tratta del tram 8, da Torre Argentina a Stazione Termini, sarà realizzata solo in piccola parte, quindici anni dopo l’inaugurazione della linea. Vengono posati i binari su via delle Botteghe oscure e realizzata la fermata Cairoli. Dal 6 giugno 2013 il nuovo capolinea dell’8 è attestato a Piazza Venezia.

Nel 2015 il sindaco Marino ha ripreso in mano il progetto della terza tratta, che lungo via 4 novembre presenta delle difficoltà tecniche non superabili. Viene elaborato un tracciato alternativo, che origina una nuova linea tranviaria, la numero 1. La linea, dal capolinea di Stazione Trastevere, percorre via Induno e raggiunge Porta Maggiore lungo il semi-anello, per poi “sfioccare” verso Stazione Termini lungo i binari già esistenti del tram n. 2. Il costo del progetto era stimato in 15 milioni di euro. Il progetto è stato accantonato dal sindaco Raggi nel giugno 2017.