Sono anni ruggenti, caratterizzati da nuovi status symbol che entrano nelle case dei Romani: il frigorifero, la lavatrice, la lavastoviglie. Le massaie, alleggerite ora nel ménage casalingo, scoprono il tempo libero: telefonano alle amiche, escono insieme a fare shopping, guardano la televisione. L’unico canale Rai affranca dal dialetto, diffonde nuove mode e stili di vita. Roma cambia, con passo svelto e sicuro.

Anche il lavoro intellettuale diventa accessibile, grazie alle macchine per scrivere Olivetti o gli stampati Buffetti. Proprio l’Industria grafica Buffetti mette sede su via della Magliana, con quattro stabilimenti dai tetti a zig-zag: stamperia, litografia, fotoincisione e allestimento (demoliti nel 2021). Le ricevute d’affitto Buffetti e il libro-mastro delle spese familiari entrano in ogni casa.

La Magliana di questi anni ha anche un altro protagonista: l’architetto franco-spagnolo Julio Lafuente (1921-2013).

Lafuente è un giramondo. Viaggia per l’Europa in sella a una moto e coltiva il sogno americano. Compra persino un biglietto di sola andata per gli Stati Uniti. Prima di lasciare il vecchio continente, però, decide compiere in moto un viaggio epico: il gran tour d’Italia. E giunto a Roma, Roma fatalmente lo trattiene: la sua America è qui, quel biglietto aereo non lo userà mai.

Lafuente si impiega come disegnatore nello studio dell’ingegnere Gaetano Rebecchini (1924-2020), costruttore alla Magliana e figlio di Salvatore Rebecchini, già sindaco di Roma. Lafuente diventa il suo braccio destro. I due si completano a vicenda: Rebecchini è uno strutturista di vecchia scuola, capace di produrre edifici solidissimi; Lafuente quegli edifici li rende anche leggiadri, magnificamente moderni.

La grande occasione arriva con le Olimpiadi romane del 1960. Progettano insieme lo Stadio del trotto di Tor di Valle, nell’ansa del Tevere davanti alla Magliana, con tribune e parterre da 50.000 spettatori. La pista ad anello, lunga 999 metri, è un gioiello tecnologico: nastri di partenza elettronici, autostart e fotofinish, illuminazione notturna, telecamere multi-regia con 90 monitor sulle tribune.

Poco distante realizzano anche il nuovo Ospedale SMOM, dei Cavalieri di Malta. Nel 1959 lo Stato italiano ha infatti trasmesso all’ente ospedaliero il Castello della Magliana, con un accordo particolarmente felice: lo SMOM restaura a proprie spese il castello e in cambio ne ottiene di poter costruire, sui terreni liberi, l’ospedale.