Passa qualche mese e i cronisti tornano alla Magliana, per parlare di un nuovo fattaccio, che non c’entra nulla con la banda: si tratta di un infanticidio plurimo. Tullio Brigida e sua moglie Stefania si sono conosciuti alla Magliana, poi il rapporto si è logorato e lei si è trasferita altrove, portando con sé i figli: Laura di 13 anni e i piccoli Armando di 8 e Luciana di 3. Tullio li uccide nel gennaio 1994, con le esalazioni di monossido di carbonio. I loro corpi saranno ritrovati molto tempo dopo, nelle campagne di Cerveteri.

Novembre 1995. Altre cronache. Una bambina di nove anni, che vive al campo rom di via Candoni, chiede l’elemosina alla metro: “Vengo di Bosnia, non ho genitori, non ho mangiare…”. Un turista si ferma ad ascoltarla, mentre un nu golo di baby-ladri lo accerchia, sfilandogli via il portafogli. Uno scellerato giustiziere assiste alla scena e interviene. Afferra la bambina per i polsi, fino a spezzarli.