Corviale è la sesta delle sette sezioni urbanistiche del Municipio XI, estesa lungo la destra della Via Portuense, fra via del Casaletto e il fosso della Magliana. Le modeste testimonianze archeologiche indicano come in epoca romana il territorio fosse coperto di selve, solcate solo nel I sec. d.C. dalla Via Portuensis. La situazione rimane invariata fino al 1527, quando la famiglia Mattei tenta una colonizzazione agraria intorno alla torre doganale al confine fra le diocesi di Roma e Porto (Casetta Mattei). Nel 1802 Pio VII avvia una nuova colonizzazione, anch’essa senza esito. Il nuovo proprietario, l’Ospedale Santo Spirito, fraziona il territorio in contee (piccole tenute), alcune delle quali destinate alla prosperità, altre al fallimento, altre all’urbanizzazione. La storia recente inizia nel 1972, con la progettazione del Complesso IACP Nuovo Corviale, dell’architetto Mario Fiorentino, ispirato alle unités d’habitation di Le Corbusier. Fin dalle prime assegnazioni e occupazioni le parti destinate a servizi rimangono incompiute, lasciando il posto al degrado e a un lungo difficile recupero. Il dibattito su come reinventare Corviale è ancora aperto. Risiedono nel quartiere, al 31 dicembre 2009, 14.044 abitanti. Vi sono due chiese parrocchiali. Il territorio retrostante è dal 1996 costituito nella riserva naturale Tenuta dei Massimi.

 

 

  1. — Nome, confini, definizioni

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — L’impenetrabile Silva Moesia

 

Nell’area di Corviale esistono due siti archeologici in corso di studio da parte della Sovrintendenza: la Tomba arcaica di Poggio verde e il Pozzo di Poggio verde. Esiste un sito storico, per il quale ci proponiamo, nonappena possibile, di realizzare una scheda: la Cava di Ponte Pisano.

 

 

  1. Macchia Mattei

 

Antica proprietà ecclesiastica, la tenuta passa nel 1527 a Pietro Antonio Mattei. Sotto la nobile famiglia portuense la tenuta produce scarsissimo reddito, alternando vallette insalubri e boscaglia, nella quale i soli che trovano conveniente insediarsi sono i briganti.

 

 

  1. 1802: la conversione agricola

 

Nel 1802 papa Pio VII ne promuove la riconversione agricola. I Mattei incassano ingenti somme di denaro (ma al mutare della situazione politica, non esiteranno a passare nelle schiere napoleoniche) e incaricano del disboscamento, bonifica e colonizzazione l’avventuriere Basilio Salvi.

L’opera di Salvi è meritoria: realizza cisterne e casali di bonifica, dalla tipica struttura a capanna. L’economia dell’insediamento si regge inizialmente sulla vendita di legname e in seguito sulle risorse di un avaro vigneto. Lo studioso G. Tomassetti descrive la vita epica e durissima dei colòni: quelli che non si ammalano di malaria sono soliti fuggire; Salvi, con pugno di ferro, li riporta alla Colonìa. In breve però Salvi deve arrendersi all’evidenza del fallimento, segnato dalla caduta di Napoleone e dal ritorno del vendicativo Pio VII.

 

 

  1. — Il Santo Spirito e le «contee»

 

Nel 1815 l’Ospedale Santo Spirito rileva in blocco i terreni e l’ingente patrimonio edilizio, iniziandone la vendita frazionata. All’inizio del Novecento la tenuta è divisa fra 7 proprietari privati. La particella più fortunata è quella denominata La Contea, efficiente fino a tempi recenti.

 

 

  1. — Fatti di guerra al Ponte Pisano

 

In aggiornamento.

 

 

  1. Il moderno quartiere Casetta Mattei

 

In aggiornamento.

 

 

  1. Il «Serpentone» di Corviale

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — Corviale: abbattere o recuperare

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — Le ricuciture urbanistiche del tempo presente

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — Toponimi e popolamento

 

In aggiornamento.

 

 

  1. — Corviale futuro

 

In aggiornamento.

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