Ini­zia­mo un nuo­vo blog, in com­pa­gnia di Cio­pa, la con­fi­den­te del cuo­re. Per scri­ver­le basta uti­liz­za­re la mes­sag­gi­sti­ca del­la piat­ta­for­ma social di Arva​lia​.it.

Par­lo a chi inda­ga le pro­prie sen­sa­zio­ni – rac­con­ta Cio­pa –, sen­za la volon­tà di tro­va­re una defi­ni­zio­ne pre­ci­sa; solo quo­ti­dia­na­men­te le regi­stra, le osser­va, le con­di­vi­de. Sen­za clas­si­fi­che, solo per far par­te di quel­li che pen­sa­no (bene o male che sia, non spet­ta a nes­su­no dir­lo). Aspet­to dun­que i vostri qua­dri. E non impor­ta se risul­te­ran­no incom­pren­si­bi­li o fuo­ri luo­go. Solo rega­la­te­mi una vostra inter­pre­ta­zio­ne di vita, al momen­to del fat­to, e nul­la più. Ne par­le­re­mo insie­me”.

Lascia­mo intan­to che sia pro­prio Cio­pa a dir­ci qual­co­sa in più su di lei, in que­sta pri­ma pun­ta­ta del blog. “Vi dico cosa è capi­ta­to a me l’altro ieri: sono infat­ti io per pri­ma che apro e osser­vo che for­ma ha oggi il mio sen­ti­re. È fini­to un altro amo­re. Fol­le e tota­le. Fuo­ri dal tem­po, col­mo di nuo­ve veri­tà. Un amo­re incre­di­bi­le come il respi­ro coor­di­na­to, come gli orga­smi in simul­ta­nea, come il sen­tir­si uni­ci odo­ran­do­si. I sen­si non men­to­no, quin­di ogni cosa è nien­te rispet­to a que­sto, così non ho dato peso alle paro­le spes­so dure. E poi… nel giro di due gior­ni di idil­lio spa­ri­sce tut­to, come fos­se sta­to un fan­ta­sma. Quan­do le pro­spet­ti­ve liber­ta­rie diven­ta­no un giu­di­zio che fen­de la digni­tà, che si tra­du­ce in uno sco­ra­men­to. Eppu­re ti rive­di il gior­no dopo, feri­ta sì, ma pron­ta più di pri­ma. Sen­za sen­si di col­pa con un uni­co rimor­so: aver det­to ‘mi spia­ce’ rice­ven­do in rispo­sta un ‘e vab­bè’. Sono le cin­que del mat­ti­no: rifiu­ta di rea­gi­re al tuo avvi­ci­na­men­to. Ulte­rio­ri fra­si sareb­be­ro con­tro­pro­du­cen­ti. Par­la di lun­ga pau­sa ma sono già fuo­ri. In o out”.

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Ima­ge Cre­di­ts: Pixa­bay