C’è anche Corviale visto dal drone, nel social-movie Reaction Roma

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Mostrare Roma con gli occhi di chi la vive e la attraversa ogni giorno. È stato questo l’obiettivo di Reation Roma 2016, il progetto ideato e realizzato dal regista Pietro Jona e dal team di Reaction Roma che, dal 12 novembre a sabato scorso 3 dicembre, ha animato gli spazi della Factory MACRO Testaccio – La Pelanda.

Reaction Roma è stata la prima video-installazione realizzata dalla gente comune utilizzando smartphone, tablet e videocamere, per descrivere la realtà urbana da una nuova prospettiva e offrire un volto intimo e sorprendete della nostra città, attraverso le immagini e i suoni di chi la vive. Tramite il sito www.reactionroma.it gli organizzatori hanno raccolto centinaia di video girati da cittadini e video-maker, dal centro alla periferia, che poi sono stati esposti negli spazi del Macro di Testaccio.

Il risultato è un emozionante viaggio nel ventre molle di Roma ma anche nella sua orgogliosa, straordinaria e affascinante quotidianità. Una città sospesa che, al di là degli stereotipi che troppo spesso la descrivono, mostra un caleidoscopio di sfaccettature, di interconnessioni, a volte di distanze ma anche una moltitudine umana che vibra e che porta con sé bellezze, nevrosi, esperienze, paure, sogni e speranze per il futuro. Tutti i video proiettati sono il frutto del lavoro di persone di età, sesso ed estrazione sociale differenti, di singoli ma anche di gruppi, scuole e collettivi. Ci sono gli importanti contributi dell’Istituto Cine TV R. Rossellini, che con i video dei suoi studenti ha contribuito a costruire la spina dorsale del progetto Reaction, dei ragazzi di Termini TV con il loro progetto sulle “attese” e del comitato di quartiere I Love Torpigna, insieme a centinaia di romani e non romani che hanno raccontato la città senza censure e pregiudizi (Canale Youtube Reaction Roma).

Tra questi video c’è anche un bellissimo sguardo su Corviale mostrato attraverso le riprese aeree di Tommaso Galli che, messo in parallelo con altre immagini della Roma storica, anche queste girate con il drone da Oliver Astrologo, costruisce una toccante linea di collegamento tra le parti più periferiche della nostra città e quelle più note e centrali,  abbrevia distanze, riduce differenze e crea connessioni, mostrando una Roma continuamente in bilico tra bellezza e disperazione.

Malgrado la parte espositiva si sia conclusa sabato scorso, il progetto Reaction non è terminato.  Promosso da Roma Capitale Assessorato alla Qualità della vita, accessibilità, sport e politiche giovanili, patrocinato dalla Regione Lazio e realizzato in collaborazione con Biblioteche di Roma, CTS, Associazione Marmorata169 e Radio Rock, Reaction Roma è stato solo il primo step di un format che mira a diffondere un nuovo linguaggio per raccontare le metropoli.

 

Cuore, di Alan Bianchi

 

Il prossimo passo sarà fatto domani 6 dicembre, quando l’opera Cuore di Alan Bianchi, realizzata durante la mostra, dal Macro di Testaccio si sposterà al carcere di Rebibbia per raccontare, ancora, la connessione e la dicotomia tra il fuori e il dentro Roma, dove il dentro in questo caso è un carcere. Il Cuore, vero e proprio muscolo cardiaco, alto circa tre metri e largo quasi due, è stato realizzato dall’artista con materiali poveri di risulta, tra cui stracci portati dagli avventori della mostra e sarà “completato” con l’applicazione di frasi e testimonianze delle detenute del carcere capitolino. Ma non solo. Gli organizzatori stanno lavorando per portare questo progetto all’estero (il primo dovrebbe diventare Reaction Madrid) e riproporlo il prossimo anno anche qui a Roma, ma più in grande.

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