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Una petizione on line, per chiedere che il bando regionale per la manutenzione delle sponde del Tevere non si fermi all’Isola Tiberina, ma prosegua anche a Roma Sud, prendendosi cura anche delle rive di Trastevere, Testaccio, Marconi, Ostiense, Magliana, Eur, e giù fino a Tor di Valle.

Il bando regionale, presentato il 26 gennaio 2017, ha l’obiettivo di garantire il miglioramento e il mantenimento della funzionalità idraulica e la regolarità del deflusso del fiume, in un’area ricca di monumenti di assoluto valore storico, che proprio attraverso questo intervento saranno maggiormente tutelati dal flusso delle acque. Il finanziamento complessivo, suddiviso in tre anni, ammonta in totale a 2 milioni e 130 mila euro. Sembrerebbe quindi una bellissima notizia, che dà ossigeno alla richiesta di riqualificazione di questo fiume, alla sua tutela idrogeologica e al ristabilimento di un unico ecosistema ambientale. Lo stupore e l’incredulità nascono quando nel bando si riferisce che l’area interessata inizia a Castel Giubileo e termina all’Isola Tiberina. E il resto? La città di Roma ha scoperto di avere anche lei una “questione meridionale”: ovvero per la Regione Lazio non esiste la riqualificazione del Tevere al di là dell’Isola Tiberina.

 

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Il Gruppo Facebook del Comitato di Quartiere Marconi ha lanciato quindi una petizione on line (Modifica Bando Manutenzione del tratto urbano del fiume Tevere) per chiedere al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al suo staff di estendere il bando anche all’area non coperta, fino all’Ippodromo Tor di Valle.

La petizione on line chiede inoltre attenzione per la pista ciclabile (“una ciclabile continuamente deturpata dai rifiuti e dal degrado”) e per il nodo irrisolto del tratto ciclabile di Ponte Sublicio: da luglio 2016 la pista è infatti interrotta all’altezza del ponte a causa di un crollo, non ancora risolto e ben lungi dall’esserlo (vedi l’altra petizione on  line, per ripristinare la ciclabilità e pedonalità urbana). E, sempre a ridosso della ciclabile, “esistono numerosi accampamenti che, con fuochi illegali e sversamenti indiscriminati di rifiuti, inquinano il fiume”.

“È estremamente offensivo e irriguardoso – conclude la petizione – che il bando voglia salvaguardare solo i beni artistici e ignorare i normali diritti dei cittadini. Si chiede pertanto di estendere al più presto il raggio del bando, fino all’Ippodromo Tor di Valle”. A questo punto si spera che non si ripeta l’impasse avvenuto con la petizione per il ripristino della ciclabile. In quel caso infatti, a fronte di quasi 1500 firmatari, non c’è stata nessuna risposta da parte della Regione Lazio.