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Rice­via­mo e volen­tie­ri pub­bli­chia­mo:

Il Cani­le comu­na­le di Mura­tel­la, di fat­to, resta anco­ra auto­ge­sti­to”. È quan­to affer­ma Sere­net­ta Mon­ti, vice-segre­ta­rio roma­no dell’USI, Unio­ne Sin­da­ca­le Ita­lia­na, a con­clu­sio­ne dell’incontro di ieri a mar­gi­ne del­la pri­ma sedu­ta di bilan­cio – e dopo le ten­sio­ni in piaz­za del Cam­pi­do­glio: alcu­ni lavo­ra­to­ri licen­zia­ti sono sta­ti anche iden­ti­fi­ca­ti dal­le for­ze dell’ordine –, tra una dele­ga­zio­ne di lavo­ra­to­ri del Cani­le comu­na­le, con il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne Ambien­te Danie­le Dia­co, la nuo­va respon­sa­bi­le dell’Ufficio Dirit­ti degli ani­ma­li Rosal­ba Matas­sa e alcu­ni con­si­glie­ri M5S.

Sere­net­ta Mon­ti è ama­reg­gia­ta per­ché “duran­te l’incontro è emer­so che la par­te pub­bli­ca non è nean­che a cono­scen­za dell’esperimento del­le pro­prie pro­ce­du­re”. Pro­se­gue Mon­ti: “La dot­to­res­sa Matas­sa era, infat­ti, con­vin­ta che il ban­do euro­peo, pro­mos­so dal com­mis­sa­rio Tron­ca, aves­se visto un asse­gna­ta­rio e que­sto non cor­ri­spon­de al vero. Ho per­so­nal­men­te ripor­ta­to alla dot­to­res­sa Matas­sa le rispo­ste per­ve­nu­te all’USI in tal sen­so, poi­ché già ci era­va­mo atti­va­ti per un con­fron­to uti­le ad avvia­re una pro­ce­du­ra di assor­bi­men­to di lavo­ra­to­ri”. “Ma que­sto è sta­to solo uno dei momen­ti di ten­sio­ne dell’incontro – aggiun­ge Mon­ti –, per il resto abbia­mo capi­to defi­ni­ti­va­men­te che quan­to dichia­ra­to in cam­pa­gna elet­to­ra­le, e non solo, in meri­to a un pro­get­to di inter­na­liz­za­zio­ne del ser­vi­zio, con pos­si­bi­li­tà di tute­la­re anche i lavo­ra­to­ri, non ver­rà pra­ti­ca­to, per­ché ci è sta­to spie­ga­to che il pro­ble­ma è il Pat­to di sta­bi­li­tà. Ma il Pat­to di sta­bi­li­tà era in esse­re anche duran­te la cam­pa­gna elet­to­ra­le, per­ché fare fal­se pro­mes­se esat­ta­men­te come le par­ti poli­ti­che venu­te pri­ma di loro?”.

È sta­to fat­to un solo pas­so in avan­ti: dall’asses­so­re Mura­ro che ave­va defi­ni­to, in Aula Giu­lio Cesa­re, “occu­pan­ti” i licen­zia­ti che han­no auto­ge­sti­to sino ad oggi, da mag­gio scor­so, il cani­le (gra­zie al sup­por­to dei cit­ta­di­ni roma­ni che con­ti­nua­no ad invia­re offer­te e cibo). Ieri è sta­ta com­pre­sa la loro fun­zio­ne fon­da­men­ta­le e nes­su­no li chia­me­rà più occu­pan­ti”.

Alcu­ni con­si­glie­ri han­no ipo­tiz­za­to anche la pos­si­bi­li­tà di uno stan­zia­men­to eco­no­mi­co a coper­tu­ra del lavo­ro svol­to in que­sti mesi, ma sareb­be già un gran­de pas­so che venis­se­ro paga­ti gli emo­lu­men­ti degli ulti­mi mesi per cui han­no lavo­ra­to per la AVCPP, per cui l’USI ha invia­to for­ma­le dif­fi­da. In tal sen­so, Danie­le Dia­co e la dot­to­res­sa Matas­sa si sono impe­gna­ti a veri­fi­ca­re l’accaduto, anche attra­ver­so l’Avvocatura Capi­to­li­na, alla qua­le ver­rà chie­sto anche cosa potreb­be com­por­ta­re una sospen­sio­ne in auto­tu­te­la del ban­do che anco­ra non vede asse­gna­ta­ri. L’incontro si è con­clu­so con un appun­ta­men­to per il 20 dicem­bre, per­ché si cer­che­rà di avvia­re una col­la­bo­ra­zio­ne anche tec­ni­ca e di scam­bio di infor­ma­zio­ni, per­ché quel­lo che abbia­mo capi­to ieri è che, nono­stan­te tut­ti i fax e le mail invia­te agli uffi­ci e ai con­si­glie­ri del­la mag­gio­ran­za in que­sti mesi, è man­ca­ta la let­tu­ra degli stes­si!”. Que­sta l’amara con­clu­sio­ne di Sere­net­ta Mon­ti.

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