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Nel 1947 il Governo italiano pianifica la costruzione a Roma di un secondo scalo aeroportuale, da affiancare all’Aerostazione di Ciampino, che, per l’orografia del luogo e la vicinanza alla città, presenta possibilità di sviluppo assai limitate.

Vengono individuate quattro possibili aree: la Magliana (dove già esisteva un progetto di aero-idroscalo redatto durante il fascismo), Decima, Casal Palocco e Foce del Tevere (nel comune di Fiumicino,  a circa 30 km dalla capitale). Viene scelta quest’ultima località, per la presenza di ampi spazi inedificati da destinare alle piste aeroportuali e, di fronte, di un ampio specchio di mare riducendo così i sorvoli sulla capitale degli aerei in atterraggio. Nel 1952 la Direzione generale dell’Aviazione civile approva il progetto di massima. Il progetto prevede una aerostazione e una doppia pista: la breve pista di decollo orientata verso ovest, cioè verso il mare, che sfrutta i venti dominanti; e la lunga pista di atterraggio posta perpendicolarmente lungo l’asse nord-sud. Viene quindi bandito un concorso di progettazione architettonica, nel quale si mettono in luce due progetti, entrambi assai convicenti: il primo, risultato vincitore, viene redatto dagli architetti Andrea Zavitteri e Riccardo Morandi; ma anche quello degli architetti Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti presenta soluzioni progettuali di grande interesse. Nell’agosto 1958 viene quindi approvato il progetto definitivo, che coniuga gli elementi migliori dei quattro progettisti.

Per la realizzazione occorrono 21 mesi: l’aeroporto viene inaugurato il 15 gennaio 1961, con l’atterraggio di un aereo di linea proveniente da New York della compagnia americana TWA. L’aerostazione, che vuole rappresentare al mondo in transito nella capitale una summa del genio italiano, viene significativamente intitolata Aeroporto intercontinentale Leonardo da Vinci.

Nel decennio a seguire l’edificazione prosegue, accanto all’aerostazione, con la realizzazione degli hangar di rimessaggio (aviorimesse) e delle strutture manutentive, in uso alla compagnia di bandiera Alitalia. Nel 1973 l’aeroporto è finalmente completo, con l’apertura al traffico della terza pista, destinata agli atterraggi e parallela alla seconda pista nord-sud. In quell’anno viene inaugurato anche un nuovo grande hangar in grado di contenere i mastodontici Boeing 747. Il 1973 è purtroppo anche l’anno del terribile attacco terroristico del gruppo filo-palestinese vicino ad Abu Nidal, che provoca 30 vittime tra i viaggiatori. Un secondo attentato, della medesima matrice, si ripeterà nel 1985 e provocherà 13 morti.

Si apre quindi per l’aeroporto un lungo e tranquillo periodo di ordinario esercizio, che ci porta fino alla manifestazione calcistica Italia 1990, evento per il quale l’aeroporto venne ammodernato e dotato di nuovi collegamenti con la rete ferroviaria.

Con il nuovo millennio, e precisamente nel 2008, inizia a Fiumicino il cantiere per una nuova area di imbarco, destinata ai voli extra-Schengen, su una superficie di 90 mila m². In quegli anni tuttavia, la compagnia di bandiera Alitalia registra una progressiva crisi, e Fiumicino si apre a nuovi operatori. Dal 2012 è presente la compagnia low cost spagnola Vueling; e dal 2014 fa base a Fiumicino anche un’altra low, l’irlandese Ryanair. Nel tempo si aggiungeranno anche Blue Panorama Airlines, Mistral Air e Norwegian Air Shuttle, fino a portare, ad oggi, a oltre cento le compagnie operanti.

Il 7 maggio 2015 si registra in aeroporto un violento incendio, che devasta il Terminal 3 e rallenta significativamente il traffico aereo nei mesi a venire. L’incendio – è stato appurato dall’inchiesta – fu originato da un banale guasto elettrico.

Il 21 dicembre 2016 è inaugurata la nuova area di imbarco Area E (Extra-Shengen), i cui lavori erano iniziati 8 anni prima. L’Area E si compone di due strutture. La prima si innesta sul Terminal 3, costituendone di fatto un ampliamento: contiene ora 8 gate di imbarco e una galleria commerciale. Per l’occasione il Terminal 3, devastato dall’incendio del 2015, viene dotato di una nuova avveniristica facciata a vetrate. La seconda struttura, denominata Nuovo Molo, è un caseggiato autonomo, dotato di 14 gate e di un avanzato polo logistico per lo smistamento bagagli.

Oggi l’aeroporto Leonardo da Vinci è il più grande scalo aeroportuale italiano, con un traffico di 40,9 milioni di passeggeri annui (dato del 2017). Fiumicino vanta anche un consistente traffico mercantile, stimato in 185 milioni di tonnellate annue, cosa che fa di Fiumicino il secondo scalo cargo italiano.

Va menzionato infine un progetto di ampliamento, per ora interamente sulla carta, redatto sin dal 2011 e chiamato Fiumicino Due. Questo progetto si basa su una prospettiva di lungo termine, e fissa con l’orizzonte trentennale dell’anno 2044 l’obiettivo di realizzare a nord dell’attuale scalo aeroportuale due nuove piste di atterraggio, una seconda aerostazione e un people moover in grado di collegare i viaggiatori della prima con la seconda. Si stima che nel 2044 Fiumicino potrà così raggiungere il volume di transito di 100 milioni di passeggeri annui. Ma tra il progetto e l’orizzonte 2044 ci sono di mezzo costi stimati in 12 miliardi di euro. Per volare a destinazione i cieli da attraversare sono ancora enormi.