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In Italia si inizia ad andare a scuola tra i cinque e i sei anni di età. Ma l’approccio con le strutture scolastiche può incominciare molto prima, attraverso i servizi sociali a carattere educativo (chiamati anche istruzione pre-scolastica), suddivisi in nidi e materne.

I nidi (o asili-nido o in tempi lontani asili infantili) sono destinati alla prima infanzia, cioè ai bambini di età compresa tra 3 mesi di vita e i 3 anni. Gli asili sono caratterizzati dalla socializzazione e dal gioco e hanno la funzione di «garantire lo sviluppo cognitivo, affettivo, personale e sociale del bambino, dandogli nel contempo una preventiva assistenza igienico-sanitaria e psico-pedagogica». Un sommario elenco dei nidi del Territorio Portuense, aggiornato al 2017, è il seguente:

Marconi: Aquilone blu, Fantasia e Stella stellina (altri nidi privati: Crescere insieme, Petit bateau e Piccole pesti). Portuense: il Ciclamino (ex Acquerello), Coccole e colori e Irlandesi (privati: Giardino incantato, Pongo & Peggy e Tutti per uno). Magliana: Araba fenice, Mais e girasole, Mandorlo rosa (ex Pescaglia) (privati: Casa di Nonna Velia, la Casa d’oro, la Navetta Atac, Santa Maria e SS. Pietro e Paolo). Trullo: Bussola d’oro (Arcobaleno), Giò & Giò (ex Ventimiglia), Loris Malaguzzi e Nido Idea. Corviale-Magliana Vecchia: Chiaramonti e Gradenigo (privati: la Famigliola, le Farfalle e Parco dei Medici). Alcuni locali della scuola dell’infanzia Bruno Ciari (ex IACP), chiusa per lavori, prestano servizio come sede temporanea asilo nido. Ponte Galeria: il Lirio d’oro-Fiera di Roma (privati: Gira girasole, Girotondo, Mio mondo Telecom e Via lattea).

Le scuole dell’infanzia (che fino alla Riforma Moratti del 2003 erano chiamate scuole materne) coprono la fascia di età successiva, cioè tutti i bambini di età compresa fra i tre e i cinque anni, compiuti entro il 31 dicembre dell’anno. Con la Riforma Gelmini è ora possibile iscrivere i piccoli che abbiano compiuto i due anni e mezzo. Le scuole dell’infanzia sono di norma suddivise in tre sezioni: piccoli del primo anno, medi del secondo e grandi del terzo. Un elenco delle scuole dell’infanzia del territorio è il seguente:

Marconi: il Girotondo dell’amicizia (ex Guttuso), il Melograno (ex Giovanni Pascoli), Maria Letizia Giuliani (ex Cuoco, statale) e Mondo Incantato (ex Cuoco), tutte parte dell’Istituto comprensivo Giuseppe Bagnera (altre scuole dell’infanzia private: Angiola Maria Migliavacca). Portuense: Benucci, Gulliver (ex Ribotti) e lo Scarabocchio (ex Baffi) dell’IC Nino Rota; il Castello Incantato (ex Irlandesi) e Leonarda Vaccari dell’IC Solidati-Tiburzi; Cittadini del mondo (ex Capponi) dell’IC Via Cutigliano (private: Colle La Salle, Emy e Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore). Magliana: Graziosi, Greve, Maria de Mattias (ex Pian Due torri) e Pescaglia dell’IC Via Cutigliano (private: Scuola Steineriana Janua). Trullo: Arvalia (statale), Carlo Collodi e la Torta in cielo (ex Collodi II) dell’IC Antonio Gramsci. Corviale e Magliana Vecchia: Adeodato Ressi (statale); Bruno Ciari (ex IACP, chiusa per lavori) e Placido Martini dell’IC F.lli Cervi; Corviale (ex Toffolo) dell’IC Antonio Gramsci (statale); Monte Cervino e Santa Beatrice dell’IC Oratorio Damasiano (statale) (private: Cristo Re e Oblate al Divino Amore). Ponte Galeria: la Coccinella curiosa (Ponte Galeria) dell’IC F.lli Cervi e Via Allievi.

Si tende oggi a superare la rigida partizione in due dei livelli pre-scolastici, e nidi e materne sono spesso dotate di un livello intermedio per i bimbi tra i due e tre anni, chiamato «sezioni primavera». Nel Territorio Portuense due istituti privati – l’Istituto Migliavacca di Marconi e i S.S. Angeli Custodi del Trullo – hanno costituito delle sezioni primavera. Ci sono poi le «sezioni ponte», destinate a accogliere i piccoli rimasti in lista d’attesa per il nido. Le sezioni ponte sono presenti in due scuole pubbliche del Portuense: la Leonarda Vaccari e lo Scarabocchio (Baffi-Sciascia).

La tendenza più attuale è considerare in maniera unitaria bisogni e potenzialità dei bambini della fascia evolutiva da zero a sei anni, evolvendo nidi e materne in un unico servizio, chiamato servizio zero-sei. Nel Territorio Portuense ne è stato un acceso sostenitore l’ex presidente municipale Maurizio Veloccia:

Occorre promuovere la trasformazione dei nidi e delle scuole dell’infanzia esistenti in Servizi zero-sei, assicurandone uno per quadrante. La scelta della continuità fa tesoro di quelle teorie che in psicologia e pedagogia affermano che la frammentazione del percorso scolastico nido-scuola dell’infanzia, frutto di ragioni storiche, non ha nessuna ragione di esistere e che la continuità 0-6 assume ancora più importanza in una società come la nostra, in cui viene meno quella rete di relazioni parentali che in passato sosteneva la famiglia.

Dopo il ciclo pre-scolastico di nidi e scuole dell’infanzia, il sistema scolastico si struttura in due cicli di istruzione successivi: un primo ciclo di otto anni comprende le scuole elementari e le scuole medie; un secondo ciclo di cinque anni comprende le scuole superiori. In questo percorso ci sono due esami finali: la licenza media e l’esame di maturità.

Le scuole elementari – che a seguito della Riforma Moratti si chiamano scuole primarie, anche se il termine fatica a entrare nel linguaggio comune – sono scuole dell’obbligo, e riguardano tutti i bambini italiani e stranieri che abbiano compiuto i sei anni di età entro il 31 dicembre dell’anno. Salvo incidenti di percorso, le primarie durano normalmente dai 6 agli 11 anni. A seguito della riforma il vecchio esame di quinta, cioè la licenza elementare, è stato abolito. Inoltre, fino al 1990 la scuola elementare era organizzata secondo il modello del maestro unico. In quell’anno sono stati introdotti i «moduli didattici», ovvero tre maestri per due classi, oppure quattro per tre. Con la Riforma Gelmini la figura del maestro unico è stata sostanzialmente reintrodotta, per cui i due modelli a maestro unico e a moduli oggi convivono.

Sul territorio le scuole elementari sono tutte statali, salvo la Cuoco che è comunale. A Marconi sono presenti tre primarie: la Giovanni Pascoli di via dei Papareschi, la Renato Guttuso di via Cruto e la Vincenzo Cuoco di via Blaserna, riunite nell’Istituto Comprensivo Bagnera. Al Portuense sono presenti due istituti comprensivi: Il Nino Rota, che comprende la Ignazio Ribotti sulla via omonima e la Leonardo Sciascia di via Lupatelli, e l’istituto comprensivo Solidati-Tiburzi, che comprende la Giorgio Caproni su via Solidati-Tiburzi e la Giuseppe Vaccari di viale Astolfi. A Magliana sono presenti due scuole: la Luigi Pirandello di via Cutigliano e la Claudio Graziosi di via Greve, entrambe parte dell’IC di via Cutigliano. All’IC Cutigliano fa capo anche una terza scuola, la Gino Capponi, nel settore della Parrocchietta su via S. Pantaleo Campano.

Al Trullo sono presenti quattro scuole primarie, tutte parte dell’IC Gramsci: la Carlo Collodi di via Massa Marittima, la Arvalia di via Monte delle Capre, la Giorgio Perlasca di via Porzio a Montecucco e, più decentrata, la Scuola Corviale (ex Toffolo). Tra Corviale e Casetta Mattei opera l’IC Fratelli Cervi, che comprende la primaria Placido Martini di via della Casetta Mattei e la Scuola IACP di via Mazzacurati. A Magliana Vecchia è presente l’IC Oratorio Damasiano: la sede è alla Santa Beatrice su via dell’Oratorio Damasiano; decentrata nel nuovo comprensorio di via Ressi si trova la Adeodato Ressi. Ponte Galeria non ha un suo istituto comprensivo ma è servita dal Plesso scolastico di Ponte Galeria (ex Pirandello bis), che fa capo all’IC Fratelli Cervi.

Sul territorio vi sono tre primarie private: a Portuense le paritarie Colle La Salle e Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore e su via delle Vigne la paritaria delle Suore Oblate al Divino Amore.

Le scuole medie – che oggi a seguito della riforma si chiamano scuole secondarie di primo grado, e anche qui la nuova terminologia fa fatica ad attecchire – sono scuole dell’obbligo triennali, per tutti i ragazzi che abbiano concluso il percorso della scuola primaria. Di norma le medie durano dagli 11 ai 14 anni di età.

I quadranti più centrali del Territorio Portuense sono coperti ciascuno da due scuole medie: a Marconi la Giuseppe Bagnera sulla via omonima e l’Albert Einstein su via Gherardi; al Portuense la Nino Rota (ex Vigna Pia) di via Benucci e la Vincenzo Cardarelli di via Paladini; a Magliana la Quartararo di via Greve e la Quartararo bis (ex Di Giacomo) di via Pieve Fosciana. I quadranti più periferici hanno ciascuno una scuola media: al Trullo la Antonio Gramsci di via Affogalasino; al Corviale la Fratelli Cervi di via Mazzacurati (chiusa per lavori: parte delle attività didattiche si svolgono al Plesso scolastico di via della Casetta Mattei); a Magliana Vecchia il Plesso scolastico di via delle Vigne; nella frazione di Ponte Galeria il Plesso scolastico di Ponte Galeria (ex Quartararo ter). Sul territorio sono presenti due scuole medie private: a Marconi l’Istituto Cassini orientato al recupero anni scolastici e a Portuense la paritaria Colle La Salle.

Prima dell’istituzione delle scuole medie esistevano in Italia due tipi di scuole intermedie: i ginnasi per i ragazzi più talentuosi, e le scuole di avviamento professionale per tutti gli altri. Nel 1965 è iniziata la sperimentazione provvisoria delle «scuole medie unificate», che sopravvivono ormai da mezzo secolo. È per questo che le scuole medie sono oggi organizzate su un doppio binario di insegnamenti: si studiano cioè sia le discipline teoriche provenienti dai ginnasi, sia le discipline più pratiche dell’avviamento professionale, come ad esempio la «Tecnologia», che comprende al suo interno laboratori di informatica (2 ore a settimana) e la doppia lingua straniera (5 ore): l’inglese è obbligatorio per tutti, mentre per la seconda lingua si può scegliere tra francese, spagnolo e tedesco. Le altre materie studiate sono italiano, matematica, storia e geografia (comprende «Cittadinanza e Costituzione», cioè l’educazione civica), scienze, arte e immagine, musica, scienze motorie e sportive, ora di religione cattolica (è possibile fruire di insegnamenti alternativi). Al termine del terzo anno delle medie gli studenti debbono superare una temuta prova di esame, che permette il prosieguo degli studi al livello superiore.

Agli enti municipali spetta il compito, al di fuori della scuola, di promuovere aggregazione e socialità tra i giovani, prevenendone così situazioni di disagio:

Il Municipio è competente in materia di «realizzazione, mediante gestione diretta o in convenzione, di iniziative a carattere sociale, di centri diurni o di comunità alloggio per […] minori […] e relative competenze di vigilanza e controllo sulle stesse». Il Municipio è competente in materia di «realizzazione e gestione di vacanze diurne estive per […] minori residenti nel territorio municipale; realizzazione e gestione di soggiorni estivi e invernali, anche in località termali». Il Municipio è competente in materia di «tutte le forme di assistenza previste nei confronti dei minori ai sensi delle norme vigenti e in ottemperanza ai provvedimenti disposti dalle Autorità Giudiziarie». Il Municipio è competente in materia di «gestione delle tutele pubbliche ex Art. 354 del Codice civile». Il Municipio è competente in materia di «assistenza domiciliare e di sostegno alla famiglia per i […] minori […], nell’ambito delle attività proprie di questa modalità di intervento». Il Municipio è competente in materia di «autorizzazione al funzionamento e vigilanza degli istituti di accoglienza per i minori su direttive della Regione Lazio o del Dipartimento comunale competente per materia».

Assai articolata è l’offerta di istruzione superiore nel Territorio Portuense. Le scuole superiori – che dopo la riforma si chiamano scuole secondarie di secondo grado ma per tutti sono rimaste semplicemente «le superiori» – sono un percorso di studi di cinque anni, che di norma riguarda i ragazzi dai 14 ai 19 anni; le superiori sono obbligatorie fino al compimento dei 16 anni.

Le superiori sono suddivise in tre ordini: licei, istituti tecnici e istituti professionali. Ogni ordine si divide a sua volta in specializzazioni (ad esempio liceo classico, scientifico ecc.) e ogni specializzazione può avere più indirizzi. Di base l’italiano e la matematica, la storia e le scienze, sono comuni a tutti gli ordini; la differenza è data dalla quantità di ore che sono tolte dagli insegnamenti di base, in favore degli insegnamenti peculiari: ad esempio il greco al classico, la scenografia all’artistico e l’economia al tecnico.

Di seguito una breve rassegna degli istituti superiori del territorio, partendo dai licei. I licei sono caratterizzati da una formazione prevalentemente teorica, di carattere umanistico (letteratura, storia e filosofia) o scientifico (matematica e la fisica), insieme con nozioni di arte, informatica, scienze naturali e sociali. Con la Riforma Gelmini vi sono sei diverse specializzazioni: liceo classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane, artistico e musicale-coreutico.

Il liceo classico è incentrato sugli studi umanistici, e come materie principali ha il latino, il greco, l’italiano, la storia e la filosofia; la lingua straniera si studia ora per tutti e cinque gli anni. Nel Territorio portuense è presente la succursale del Liceo classico statale Eugenio Montale, in via Paladini al Portuense, mentre la sede si trova non molto distante, su via di Bravetta. Si tratta di uno dei licei storici della zona, famoso per i progetti di inclusione, sebbene gli studenti stranieri rappresentino solo il 4% della popolazione scolastica. In totale tra sede e succursale vi sono circa 1400 studenti, con 27-28 alunni per classe e l’86% dei docenti di ruolo. Il tasso di bocciature è assai elevato, al 9%, a fronte di una votazione media in uscita (dopo la maturità) assai generoso: tra 80 e 100. L’85% dei ragazzi frequenta l’ora di religione.

Il liceo scientifico condivide parte del programma con il classico ma pone l’interesse principale nelle scienze: matematica, fisica, chimica, biologia, scienze della terra e informatica. Sul territorio è presente il Liceo scientifico statale Giovanni Keplero, con due sedi: quella principale di via Gherardi a Marconi e la succursale in via delle Vigne tra Trullo e Corviale. Come il Montale anche il Keplero è una scuola storica del territorio, con un bacino di utenza che attrae studenti dai quartieri circostanti, come Magliana, Monteverde, Trastevere, Ostiense-San Paolo e Garbatella. La sede attuale è su via Gherardi a Marconi, dopo aver lasciato nel 1989 la sede storica di viale Marconi, che ospita ora la Terza Università. Tra sede e succursale il Keplero ha circa 800 studenti, in media 25 per classe e l’80% di docenti di ruolo. C’è un elevato numero di studenti stranieri: il 15%. Anche qui il tasso di bocciatura è elevato: 9 studenti su 100 non superano l’anno. In compenso il voto in uscita medio è abbastanza alto: 75-85. Il 20% degli studenti non fa l’ora di religione. Con la Riforma Gelmini dal 2010 lo scientifico è a sua volta suddiviso in tre indirizzi: indirizzo tradizionale, opzione scienze applicate («più informatica meno latino») e indirizzo sportivo. Il Keplero segue l’indirizzo tradizionale; tuttavia ha attivato una sezione a sperimentazione linguistica e delle cl@ssi 2.0. L’altro indirizzo, l’opzione scienze applicate, è offerto invece dall’Istituto tecnico di via dei Papareschi (già Colomba Antonietti), dove alcune classi sono state abilitate a questo percorso formativo e permettono il conseguimento della maturità scientifica.

Il liceo linguistico è incentrato sulle culture straniere e le loro lingue, in particolare quelle europee – inglese, francese, spagnolo, tedesco – ma anche russo, arabo e cinese. Nel Territorio Portuense non esiste un liceo scientifico ma alcune classi della succursale del Montale e dell’IIS Papareschi sono costituite in liceo linguistico.

Il liceo delle scienze umane – le vecchie «magistrali», poi liceo socio-pedagogico – ha come materie caratterizzanti la pedagogia, psicologia, antropologia e sociologia. Come per il linguistico, non esiste sul territorio un liceo delle scienze umane; tuttavia alcune classi del Montale-succursale e dell’IIS Papareschi sono costituite in liceo delle scienze umane.

Le altre due specializzazioni non sono presenti sul Territorio Portuense. Il liceo artistico è orientato verso i temi artistici e prevede un biennio comune e poi la scelta di un percorso specifico nel triennio. Le materie caratterizzanti sono disegno, scultura, decorazione, grafica, design, audiovisivi ed elementi di architettura. Chi ha intenzione di fare questo percorso non deve tuttavia fare molta strada: sull’altra sponda del fiume, negli ex stabilimenti cinematografici Ponti-De Laurentis, si trova l’IIS Cine-Tv Roberto Rossellini. Il liceo musicale e coreutico è incentrato sulla musica, storica della musica, danza e coreografia; è spesso connesso ad un conservatorio. Purtroppo non vi sono licei di questo tipo nei paraggi.

A differenza dei licei, gli istituti tecnici sono finalizzati al conseguimento di un diploma di istruzione tecnica abilitante ad una professione, che consente comunque la prosecuzione degli studi universitari. Lo stampo è prettamente pratico, e queste scuole tendono ad insegnare l’uso logico e appropriato di strumenti professionali. Di base c’è un’istruzione teorica polivalente, cui si affiancano, dopo la Riforma Gelmini, due diverse tipologie di discipline: quelle economiche e quelle tecnologiche. Il biennio è comune a tutti, dopodiché nel triennio bisogna optare per uno dei due indirizzi: l’indirizzo tecnico-economico è caratterizzato dalle materie di economia, diritto e scienze sociali; quello tecnico-tecnologico è caratterizzato da tecnologia, informatica, elettronica, industria, biotecnologia, costruzioni, geotecnica e settore tessile. Durante il quinto anno gli studenti affrontano un periodo di tirocinio di 6 mesi presso un’azienda. Sul territorio è presente l’Istituto d’istruzione superiore di via dei Papareschi, già Istituto Colomba Antonietti. Oltre alla sede di via dei Papareschi è presente una succursale in via delle Vigne. Come istituto tecnico offre l’indirizzo Amministrazione finanza e marketing. Al Papareschi sono iscritti circa 900 studenti, con 23 alunni per classe. L’80% dei docenti è di ruolo. Il tasso di bocciature è all’8%. Il voto medio di uscita è 61-70.

A differenza dei licei e degli istituti tecnici, gli istituti professionali sono finalizzati all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. L’obiettivo specifico è quello di formare lo studente su aspetti pratico-operativi. Con la Riforma Gelmini ci sono due macro-indirizzi: settore dei servizi e settore industria e artigianato. Le materie spaziano dalla meccanica, agricoltura, gastronomia, assistenza tecnica, carpenteria ecc. I professionali durano cinque anni e consentono di ottenere al termine un diploma di istruzione professionale abilitante ad una professione. Già dal terzo anno tuttavia è possibile ottenere un diploma intermedio, chiamato qualifica regionale, che abilita a gran parte delle professioni. Altra differenza con l’istituto tecnico è che sono minori le ore di formazione a carattere teorico e generale, in favore di attività pratiche. Dal secondo al quarto anno esiste inoltre l’alternanza scuola-lavoro, che immette lo studente all’interno di un’azienda.

Sul territorio c’è la bella realtà dell’Istituto professionale statale per l’industria e artigianato Carlo Cattaneo, che si trova all’interno della Città dei Ragazzi, su via della Pisana. Si tratta di una delle quattro sedi: la sede principale è a Testaccio. Il Cattaneo è soprannominato «la scuola che non dorme mai», perché vi si studia non solo al mattino ma vi sono anche corsi pomeridiani e serali. La scuola ammette anche la partecipazione di «uditori», cui viene rilasciato un certificato di competenza. Il corso principale è quello quinquennale di tecnico manutentore; vi sono anche corsi di qualifica più breve, di durata triennale. La scuola ha nelle varie sedi complessivamente 1000 iscritti, il 32% dei quali è straniero e il 60% non fa religione. In classe vi sono in media 25 alunni e l’80% dei docenti è di ruolo. È una scuola molto severa, dove il tasso di bocciature è elevatissimo: il 31% dei ragazzi ripete l’anno.

Poiché la formazione professionale è anche di competenza regionale, va segnalato il CFP, centro di formazione professionale, di Corviale, intitolato a Nicoletta Campanella. Di esso parliamo diffusamente nella parte su Corviale.

Da segnalare infine che sul territorio esistono anche due scuole superiori private: l’Istituto Roma di via Nathan alla Magliana (tecnico-commerciale) e l’Istituto Cassini di via Pacinotti a Marconi. Tutte le superiori terminano con un esame di Stato, chiamato esame di maturità, che consente di ottenere il diploma e dà accesso a gran parte dei concorsi pubblici.

Il ciclo degli studi universitari è articolato su tre livelli: laurea (triennale), laurea magistrale (due anni), dottorato di ricerca (da tre a cinque anni). Alcuni corsi di studio hanno mantenuto il ciclo unico (che equivale a laurea più laurea magistrale, di cinque o talvolta sei anni) o presentano un doppio ordinamento: si tratta di Architettura, Ingegneria edile, Farmacia, Chimica, Giurisprudenza, Scienze della formazione, Veterinaria, Medicina e Odontoiatria. Alcune facoltà, come Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura/Ingegneria edile sono a accesso programmato, ovvero hanno un numero di posti disponibili stabilito prima dell’inizio di un nuovo anno accademico dal Ministero dell’istruzione, e i posti sono assegnati in base ad una graduatoria di punteggio ottenuta dai candidati con un test di selezione. Le università offrono inoltre percorsi di alta formazione e professionalizzazione di primo o secondo livello denominati master, che non si configurano come cicli accademici veri e propri pur adottando il medesimo sistema di crediti. La quasi totalità delle università è di tipo pubblico e finanziata congiuntamente dallo Stato e, in misura sempre maggiore in tempi recenti, dagli studenti tramite le rette universitarie.

Nel Territorio portuense non vi sono sedi universitarie, tuttavia il territorio ha da tempo maturato un rapporto speciale con la vicina Università degli Studi Roma Tre. Roma Tre è la terza università statale di Roma. Conta circa 34 mila studenti (34.034 nell’immatricolazione 2015/2016) e 868 tra docenti e ricercatori, 677 tra impiegati amministrativi e tecnici. Roma Tre è stata fondata nel 1992 e contava originariamente solo 7000 studenti.

Il primo «magnifico rettore» di Roma Tre è stato la professoressa Bianca Maria Tedeschini-Lalli. La Tedeschini-Lalli guida la fase pionieristica dell’università, dalla sua nascita al consolidamento. Roma Tre viene istituita recuperando aree industriali degradate o abbandonate del quadrante Ostiense-San Paolo. Ad esempio il rettorato e il dipartimento di Giurisprudenza vengono ricavati dalle ex Vetrerie Riunite Angelo Bordoni di S. Paolo; la scuola di Lettere, Filosofia e Lingue dall’ex Stabilimento Alfa Romeo di via Ostiense 234; il dipartimento di Architettura nel complesso dell’ex Mattatoio di Testaccio; il dipartimento di Ingegneria (su più plessi) alla Vasca Navale, Stabilimento Ottica Meccanica Italiana e Società Aerostatica Avorio.

Nel 1998 c’è un cambio della guardia alla guida dell’università: il nuovo rettore è il professor Guido Fabiani. Illustri personalità hanno nel tempo inaugurato l’anno accademico dell’ateneo. Nel 1998 era presente il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi; nel 2002 l’economista Tommaso Padoa-Schioppa; nel 2003 l’attivista iraniana Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace. Nel 2004 il giurista Valerio Onida. Nel 2005 l’università si dota di un suo logo, costituito da una porta stilizzata, ottenuta attraverso 13 segmenti equidistanti, e da un triangolo inserito nell’arco. Questo logo riprende un antico disegno che rappresenta la Porta San Paolo e la Piramide Cestia. In quell’anno viene anche fondata l’orchestra universitaria. L’organico dell’Orchestra è costituito principalmente da giovani studenti musicisti e le attività si svolgono prevalentemente presso il Teatro Palladium e l’Aula Magna della Scuola di Lettere, Filosofia e Lingue. Negli anni l’orchestra ha collaborato con artisti internazionali e partecipato ad eventi istituzionali; dal 2014 è considerata tra le eccellenze musicali riconosciute all’interno del Fondo Unico per lo Spettacolo erogato dal MIUR. Vale anche la pena ricordare l’Ufficio Iniziative Sportive, che cura e valorizza lo sport in ateneo e presso i singoli dipartimenti. Vengono organizzati tornei (calcio, calcio a 5, tennis tavolo, scacchi, pallacanestro, pallavolo, beach volley ed altri) e corsi (patente nautica, vela, atletica leggera, calcio a 5, capoeira, difesa personale e pallavolo). La mascotte sportiva di Roma Tre è un cane levriero. Roma Tre utilizza due impianti sportivi: lo Stadio Alfredo Berra e il Centro sportivo Le torri.

Nella prima metà degli Anni Duemila altre personalità inaugurano l’anno accademico: nel 2006 il presidente del Parlamento europeo Josep Borrell; nel 2007 Michelle Bachelet, presidente della Repubblica Cilena; nel 2009 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il 2010 è l’anno della Riforma universitaria. A seguito della riforma anche Roma Tre modifica la sua struttura, che è in vigore ancora oggi. L’ateneo è organizzato in dodici «dipartimenti», che si occupano della didattica e della ricerca scientifica. Vi sono poi due strutture di coordinamento tra più dipartimenti, chiamate «scuole». La Scuola di Lettere, filosofia e lingue si occupa dei tre dipartimenti di carattere umanistico: Filosofia, comunicazione e spettacolo; Lingue, letterature e culture straniere; Studi umanistici. La Scuola di Economia e studi aziendali sovrintende a ben 9 dipartimenti di carattere scientifico: Economia, Studi aziendali, Architettura, Giurisprudenza, Ingegneria matematica e fisica, Scienze, Scienze della formazione e Scienze politiche. Nel 2011 inaugura l’anno accademico Romano Prodi, economista ed ex presidente del Consiglio; nel 2013 Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati.

Nel 2013 ha termine la guida del professor Fabiani. C’è un periodo di reggenza, in cui è pro-rettore il professor Mario Morganti. Nel 2013 si insedia il nuovo rettore, l’architetto Mario Panizza. Nel 2015 inaugura l’anno accademico il ministro dell’Università Stefania Giannini.

Le ultime allocazioni risalgono all’anno accademico 2016-17: il dipartimento di Scienze della formazione è stato distaccato all’Esquilino, mentre il DAMS si trova presso l’edificio Niccolò Tommaseo di via Ostiense, 139. È di recente realizzazione il Nuovo Rettorato (con gli uffici dell’amministrazione centrale) in via Ostiense 133B, su progetto dell’architetto Mario Cucinella.

Oggi l’offerta formativa di Roma Tre comprende 29 corsi di laurea triennale, 41 corsi di laurea magistrale e 2 corsi di laurea magistrale a ciclo unico (Giurisprudenza e Scienze della formazione). Ad essi si affiancano numerosi master, corsi di perfezionamento post lauream e dottorati di ricerca. Roma Tre ha stipulato oltre seicento accordi internazionali con altre università e centri di ricerca esteri, volti all’internazionalizzazione della didattica, alla mobilità studenti o docenti, a progetti di ricerca o di collaborazione scientifica, all’istituzione di titoli congiunti o doppi. Roma Tre è anche uno dei quattro enti riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri che può rilasciare il CILS (Certificato di Italiano come lingua straniera).

È cronaca recente le dimissioni del rettore Mario Panizza, in polemica con i mancati finanziamenti ministeriali per la costruzione del Campus universitario al Mattatoio. Roma Tre è stata guidata per breve tempo da un pro-rettore, la professoressa Maria Francesca Renzi. Nuovo rettore, da settembre 2017, è Luca Pietromarchi, già direttore del Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere.

Non sono disponibili dati sul quantitativo di studenti universitari nel Territorio portuense. I dati cittadini, che risalgono al Censimento 2011, riportano che a Roma il 35,4% del totale dei giovani riesce a conseguire un titolo universitario entro il 34° anno di età. Questo dato è molto superiore rispetto al dato nazionale (23,2%).

In alternativa all’università, esistono anche le scuole di alta formazione o gli enti di ricerca. Nel Territorio portuense non sono presenti scuole di alta formazione; tuttavia è invece presente il prestigioso ente di ricerca Forlanini, presso l’ospedale omonimo.