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La modernità a Marconi arrivò la mattina del 16 aprile 1859 e fu annunciata da una triplice sirena e dagli sbuffi di aria calda di un treno a vapore. Quel giorno partì infatti la prima corsa della ferrovia Roma-Civitavecchia, che attestava il capolinea romano proprio alla nuovissima Stazione Porta Portese, situata poco fuori dalle Mura Aureliane, fra la Porta Portese e l’Arsenale Pontificio. Quella stazione oggi non esiste più, ma ce ne rimane un ricordo attraverso la celebre stampa della sua corsa inaugurale.

Per realizzare quella stazione c’erano voluti ben 13 anni. O meglio, per realizzare la stazione in sé, che era poco più che una banchina attrezzata, c’era voluto relativamente poco; ma per fare il resto, e cioè stendere i binari fino a Civitavecchia, fu necessaria un’impresa, dai contorni a volte epici, iniziata nel lontano 1846, con la «Notificazione per la costruzione di tre grandi linee» di Papa Pio IX).

Nel 1863, a soli quattro anni di distanza dall’apertura al traffico della linea, nella zona di Marconi oggi denominata Piazza Ampère, venne realizzata una seconda stazione, chiamata Roma Smistamento o anche Roma San Paolo. Questa stazione prende l’intitolazione a San Paolo dal fatto che allora il quartiere Marconi non esisteva, e la Piana di Pietra Papa era un piatto latifondo agricolo, sul cui orizzonte si stagliava solitaria la sola sagoma della Basilica di San Paolo, che era un marcatore del paesaggio, pur essendo questa relativamente lontana dalla stazione di smistamento.

La curiosità è che in questa stazione – che rimase in servizio per ben 128 anni, fino ai Mondiali di Calcio di Italia 90 – in realtà non è mai salito nessun passeggero, e la stazione anzi assunse ben presto tra i Romani il nomignolo di stazione-fantasma.

Il motivo di questa insolita nomea va ricercato nel fatto che, insieme alla Roma-Civitavecchia, con capolinea a Porta Portese, si era inaugurata in quegli anni anche una seconda linea ferroviaria, con capolinea a Porta Maggiore, e diretta a sud con una percorrenza interna. Per collegare i due capolinea di Porta Maggiore e Porta Portese si era realizzata una breve diramazione ferroviaria, che univa i due capolinea, girando intorno alle Mura Aureliane. Pur breve, questa tratta presentava una certa difficoltà costruttiva. La prima difficoltà era il superamento del fiume Tevere: essa venne risolta realizzando l’avveniristico Ponte dell’Industria. La seconda difficoltà era strettamente tecnologica, in quanto occorreva creare una stazione funzionale allo smistamento nei binari, che permettesse di volta in volta ai treni di raggiungere Porta Portese, innestarsi sulla nuova diramazione per Porta Maggiore, o proseguire per Civitavecchia.

A queste operazioni, di grande complessità presiedeva proprio la stazione di smistamento di Roma San Paolo: e oltre al delicato compito di operare lo scambio dei binari subito dopo il transito di un treno, la stazione aveva anche altri importanti compiti tecnici, come l’inversione dei treni (cioè lo spostamento della carrozza motrice dalla testa alla coda dei convogli) e la preparazione dei convogli prima della partenza del treno. Queste operazioni, assai complesse, assorbivano completamente il manipolo di fidatissimi ferrovieri in servizio alla stazione, ed essa non fu mai aperta al traffico passeggeri, né tantomeno al traffico merci.

La stazione di smistamento Roma San Paolo rimarrà in esercizio per ben 128 anni, fino all’anno 1990, anno in cui la Roma-Civitavecchia venne deviata sul Passante di Maccarese e la stazione di smistamento, ormai inutile, venne chiusa. Fino a quell’anno la stazione era ancora perfettamente attrezzata, anche se nessun comune passeggero può dire di esservi mai salito o disceso. Per questo per i Romani la stazione Roma San Paolo godrà da sempre del sinistro appellativo di «stazione fantasma».

Dal 1990 la stazione è stata dismessa, e da allora la tratta in diramazione è entrata a far parte dell’Anello ferroviario di Roma. Negli spazi lasciati liberi dalla vecchia stazione San Paolo sono stati realizzati gli attuali giardini di piazza Ampère.