Sono giorni di terrore. Il 12 febbraio i bombardieri anglo-americani sorvolano la Magliana. Volano a quote elevatissime e la batteria contraerea sulla collina di Montecucco non può impensierirli. Sganciano delle bombe sulla ferrovia Roma-Lido. Una di esse cade fuori obiettivo, su un campo alla Borgata Petrelli. Il cratere rimarrà lì per anni. Oggi al posto del cratere c’è una chiesina, intitolata a Papa Giovanni XXIII.

Si cerca di sopravvivere come si può. Venditti racconta i numerosi “furtarelli di necessità”. Una volta alla stazione ferroviaria viene svuotato un treno con un carico di grano. “Per alcuni giorni si vedranno ragazzini mordere felici grosse fette di pagnotta”. Un’altra volta, al Genio, vengono rubati i candidi paracadute della Fallshirmjäger. “Dopo alcuni giorni si vedono giovanotti e signorine che sfoggiano elegantissime camicette di seta bianchissima!”. Quando però al Genio scompare anche una valigetta, con dentro documenti militari, il comandante germanico va su tutte le furie: raggiunge il vicecurato padre Alfonso e lo minaccia di far saltare in aria l’intera borgata. Padre Alfonso, disperato, bussa casa per casa: alla fine la valigia viene riconsegnata.

Il 23 marzo in via Rasella, nel centro città, avviene un attentato sanguinoso: i partigiani dei Gap (Gruppi di Azione Patriottica) uccidono 33 soldati altoatesini del Polizeiregiment Bozen. La rappresaglia tedesca sarà terribile, in rapporto dieci a uno: giustizieranno dieci italiani per ogni militare ucciso. A Regina Cœli giungono le liste dell’orrore, con i nomi dei detenuti da prelevare e condurre verso il luogo in cui avverrà l’eccidio: la cava delle Fosse Ardeatine.

Alfredo Monaco ne viene informato: scorre la lista e vede il nome del comandante partigiano Antonello Trombadori. Monaco lo nasconde nell’infermeria, dichiarandolo “malato intrasportabile”. Monaco riesce a salvarlo, ma viene scoperto. Dovrà fuggire.

Maggio 1944 è il mese più duro del conflitto. Gli autobus sospendono le corse per esaurimento del carburante. “Latte e pane bianco si trovano ormai solo a borsa nera”. Il pane nero (il pane di segale della truppa tedesca) si baratta con le uova delle galline allevate in casa.

La mattina dell’11 maggio i bombardieri volano di nuovo sopra la Magliana. Sganciano una bomba ad alto potenziale su due palazzine dei ferrovieri, accanto alla stazione. Dalle macerie si estraggono sette cadaveri. Tra di essi si scoprono con orrore i corpi di due bambini, i fratellini Lancia.